Nel mondo della Giostra del Saracino esistono legami che vanno oltre ogni risultato. Sono quelli tra cavaliere e cavallo, costruiti sulla fiducia, sull’istinto e su una sintonia difficile da spiegare a parole. In questa intervista, Andrea Vernaccini ci accompagna nel racconto di Brighella, la cavalla che ha segnato la sua carriera e la sua vita. Dall’incontro quasi “destinato” fino agli episodi più intensi vissuti in piazza e in allenamento, emerge il ritratto di un rapporto unico, fatto di scelte controcorrente, sfide e un’intesa capace di superare ogni difficoltà. Una storia che parla di Giostra a 360 gradi, ma soprattutto di cuore, carattere e appartenenza.
Andrea grazie per questa intervista, ci racconti la prima volta che hai visto la tua Brighella come andò?
Grazie a voi di darmi l’opportunità di parlare di quella che è stata la mia cavalla del cuore, in ambito giostresco ma non solo. La prima volta che andai a vederla capii subito che sarebbe stata la cavalla giusta per me, ci sono cose che si sentono e basta senza poterle spiegare. Ricordo che andai a Pistoia a provarla e dopo pochi secondi che ero sopra mi sembrava di conoscerla da una vita, lei al tempo aveva otto anni e non è che sapesse fare chissà cosa a livello tecnico ma con il senno di poi posso dire di aver fatto davvero bene a fidarmi delle mie sensazioni.
Ricordi come andò l’esordio in Giostra?
Era giugno 2015, esordio in Giostra sia per me che per lei. La particolarità fu che lei in teoria era la cavalla di riserva perché io avrei dovuto esordire con Astuzia, altra cavalla a cui sono legatissimo e con cui avevo disputato le precedenti prove generali. Dopo i primi due giorni di prove in piazza decidemmo di portare Brighella per dare un po’ di riposo ad Astuzia e per vedere come avrebbe risposto alla piazza. Il risultato fu sorprendente, era tranquillissima e sembrava fosse a casa sua. Da li decidemmo di portarla anche il giorno dopo ed infine di esordire in Giostra direttamente con lei e devo dire che fu la scelta giusta visto che è con lei che ho disputato tutta la mia carriera da giostratore.
Anche se non avete vinto lance d’oro la vostra carriera è stata davvero di alto livello, ricordiamo infatti che su 10 tiri al buratto avete colpito 3 volte il V e sei volte il IV, c’è mai stato però negli anni un momento in cui Brighella è stata messa in discussione?
Io ho dovuto lottare molto per avere l’opportunità di correre sempre con lei. Il quartiere infatti voleva orientarsi su un cambio cavallo perché Brighella aveva alcuni piccoli problemi fisici che non mi permettevano di allenarla allo stesso ritmo degli altri cavalli da Giostra, quello che però non capivano è che il feeling che avevo con lei non aveva bisogno di essere allenato, a me bastava tenerla un po’ in forma e anche senza troppi allenamenti insieme mi dava comunque più garanzie di chiunque altro soggetto; vicini alla Giostra per dimostrare la bontà del mio ragionamento facemmo una sfida al campo prova dove con lei presi 27 volte di fila il centro. L’ultimo anno poi il quartiere era ancora più determinato nel cambio ed io accettai perché obiettivamente anche Astuzia si meritava di correre e non aveva più senso portare avanti questa “guerra”, ma destino ha voluto che proprio il cavallo che dava maggiori garanzie fisiche si infortunasse ad un tendine il secondo giorno di prove, e fu così che Brighella riuscì a spuntarla anche questa volta.
Ci racconti un aneddoto per farci capire quali erano le particolarità del suo carattere?
Era una guerriera. Ho due aneddoti da raccontare: il primo riguarda un allenamento di Porta del Foro difficile da dimenticare. Stavamo facendo alcuni esercizi con la lancia ed un po’ per scherzo io ogni tanto mi divertivo a dare dei colpetti di lancia nel caschetto del mio compagno che mi precedeva, quando però si cambiò giro il mio compagno volendo (giustamente) rifarsi iniziò a fare lo stesso e fu li che Brighella sentendosi attaccata si mise a difendermi stringendoli all’angolo e misurandogli la distanza con il calcio… li terminò l’allenamento perché non ci fu modo di portarla via se non scendendo di sella. Un altro aneddoto riguarda un malcapitato quartierista di Porta Santo Spirito che durante la sfilata in via Roma si avvicinò urlando e sventolando il fazzoletto un po’ troppo vicino alla bocca di Brighella che pensò bene di rifilargli un morso davvero “importante”, di quelli che lasciano il segno diciamo.
Dopo la Giostra come è continuato il tuo rapporto con lei?
Una volta smesso di correre purtroppo si è infortunata in maniera abbastanza grave, ma questo non ha modificato il nostro rapporto infatti tutt’oggi la tengo al maneggio da me e me ne prenderò cura fino all’ultimo perché sono sincero, non credo che nella mia vita riuscirò a provare un sentimento ed un legame del genere per nessun altro cavallo.
Andrea Vernaccini/Brighella – Brighella Baio – Giostre corse 9
di Leonardo Maccioni






