Con oggi inizia una nuova rubrica, un po’ diversa dal solito, per dare voce a chi lavora ed opera dietro le quinte della macchina organizzativa della Giostra del Saracino, fornendo però al contempo un ruolo preziosissimo, essendo ingranaggi fondamentali di tutto il sistema Giostra.

I ruoli e le persone che andremmo ad intervistare saranno molte e nelle mansioni più diverse. Partiamo da Emilio Valeri che si occupa, assieme ad altre persone, della manutenzione ed installazione dei 101 scudi che compongono la nuova coreografia installata in Piazza Grande.

Il progetto per la nuova scenografia di Piazza Grande venne curato dall’architetto Felici e da Luca Berti, consulente storico della Giostra del Saracino che lavorarono in collaborazione con la Soprintendenza di Arezzo.

Nel complesso di stemmi che fanno bella mostra di sé in Piazza Grande per gran parte dell’estate aretina vogliono offrire uno spaccato di quella che era la realtà istituzionale, sociale e politica della città e del territorio aretino all’epoca a cui risale la rievocazione storica. L’attuale addobbo di Piazza Grande si fregia di 101 scudi collocati secondo una particolare disposizione.

Lato ovest – Palazzo di Fraternita

Sono collocati i tre stemmi comunali aretini (Comune, Città di Arezzo e Popolo) e ai lati, insieme alla parte Guelfa e a quella Ghibellina, sono stati posti il Capitolo del Duomo e della Pieve, lo scudo del Vescovo Guido Tarlati da Pietramala con le tre mitrie e il simbolo della Fraternità dei Laici, congregazione di origine medievale che aveva sede nell’omonimo palazzo.

Lato nord – Logge vasariane

Il progetto è stato pensato appunto in maniera perfettamente ritmica e simmetrica per ospitare i simboli del Comune e dei quattro quartieri. Sono occupate in totale dieci campate delle Logge, mettendo nella prima i simboli del Comune di Arezzo e nelle restanti gli scudi e le bandiere dei quattro quartieri (due campate per quartieri) in ordine di vittorie degli stessi.

Lato est – Facciata palazzo Piaggia San Martino e Borgunto

Questo lato della piazza è caratterizzato dall’alternarsi di edifici di abitazioni con caratteristiche medioevali fra i quali spicca Torre Lappoli. Il progetto ha preso di riferimento il palazzo centrale in cui sono stati posti i simboli del Comune di Arezzo, mentre alla destra si trovano i colori di altre nobili casate aretine del Trecento e a sinistra quelli dei castelli del contado. Nella torre del palazzo Lappoli vengono issate anche le bandiere dei quattro quartieri in base all’ordine di estrazione delle carriere.

Lato sud – Facciata di Via Seteria

Il lato sud comprende Palazzo Brizzolari e la torre “Faggiolana”. Su queste facciate sono stati posti gli stemmi e i colori delle nobili casate associate ai quattro quartieri della Giostra del Saracino. Tra i merli della torre Faggiolana invece sono stati posti gli scudi con i colori dei quattro Quartieri. Abbiamo avvicinato Emilio che da tempo si occupa, assieme ad altri colleghi, della manutenzione ed installazione degli scudi in Piazza Grande.

Emilio, da anni ti occupi della manutenzione e installazione degli scudi in Piazza Grande, partiamo però a ritroso parlando della tua passione, che con gli anni hai trasformato nel tuo “mestiere”. Da dove nasce e come nasce la passione per la lavorazione del legno?

Tutto nasce nel 1997 quando all’età di 14 anni entro a lavorare nell’attività di famiglia, il mobilificio Valeri e li ho lavorato per oltre 20 anni fino che nel 2020 entro a far parte, come falegname, dell’Ufficio Manutenzione del Comune di Arezzo e dopo poco l’assistente Agostino Neri mi chiese se eravamo in grado di restaurare gli scudi di Piazza Grande e perché no, visto che eravamo anche sotto pandemia e le scuole erano chiuse, miglior momento non c’era.

Ogni anno il team comunale si prende cura degli scudi prima della sistemazione degli stessi in Piazza Grande. Ci racconti un po’ chi collabora con te, quanti siete e (se ci vuoi dire anche chi nello specifico) cosa prevede la manutenzione annuale e a quando risale l’ultima “grossa” manutenzione/rifacimento eseguita?

Erano molti anni che non veniva svolta la manutenzione e parecchi risultavano non idonei al montaggio, ne abbiamo fatti di nuovi, stuccato, carteggiato e rinforzato gli altri. Il passo successivo è stato riprodurre gli stemmi e tutti dipinti a mano. Parecchi li ho dipinti io, come Comune, e altri le ditte esterne incaricate direttamente dall’ufficio Giostra. Ogni anno con i miei colleghi (ci tengo a menzionarli) fra i quali Roberto Meoni, Federico Nocentini e altri organizziamo il trasporto e montaggio degli scudi in piazza Grande più o meno a fine maggio e lo smontaggio a fine settembre. Io e i miei colleghi tutti gli anni ci occupiamo anche di altre fasi della Giostra come il montaggio e lo smontaggio del palco dell’estrazione delle carriere, la transennatura del Centro Storico per il passaggio del corteo, l’allestimento di Piazza Grande e la copertura e apertura della lizza.

A tutti gli intervistati poi chiediamo per un momento di “svestire” il ruolo rivestito all’interno della Giostra e/o nella macchina organizzativa della Giostra stessa. Hai qualche consiglio da dare per migliorare l’attuale Giostra, qualche spunto per un miglioramento o qualche modifica che secondo te apporterebbe benefici alla manifestazione stessa?

La manifestazione Giostra del Saracino nel suo totale secondo me, da punto di vista della macchina organizzativa, ad ora procede abbastanza bene e non apporterei significative modifiche.

Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo e ti auguriamo buon lavoro perché il 2026 giostresco è alle porte. Diamo appuntamento al prossimo venerdì ai lettori di Corrergiostra con la nuova puntata di “Dietro le quinte della Giostra”.

di Alessandro Dragoni