Fine settimana indimenticabile per i Chimerotti di “Enrico” che prima vince la Prova Generale, interrompendo un digiuno lungo 10 edizioni (settembre 2018) e poi trionfa, di strategia e di forza, nell’edizione 148 dedicata al compositore Giovanni Pierluigi da Palestrina, chiudendo l’altro digiuno lungo 9 edizioni (giugno 2019).

Così la Giostra di settembre, un tiro dopo l’altro si ‘avvampa’ del calore dello straripante popolo giallocremisi, chiamato alla festa dal suo prorompente e umile Capitano Diego Giusti. Questa volta la fortuna non gli ha girato le spalle, come ammesso anche dal Rettore Roberto Felice(i), ma francamente non ce ne sarebbe stato neanche bisogno, visto cosa sono stati capaci di “non fare” i suoi avversari.

Vedovini Tutti, nessuno escluso, individuano in Enrico la svolta e le speranze per il futuro. Lui non si tira indietro, giustamente i meriti se li prende, d’altronde ce li ha, ma con il giusto rispetto che riconosce ai propri giostratori, tutti, al Rettore, al Capitano e a “Dario” che lo hanno seguito, compatti e convinti, anche quando le decisioni da prendere sono state pesanti (anche dal punto di vista umano e di amicizia), leggi Davide.

Perché e chi sono Nulla avviene per caso, come nel calcio, è indispensabile iniziare dalla Dirigenza che Roberto, in maniera anche autoritaria, imparando dal babbo, qualche mese fa ha imposto al Quartiere, con “elezioni bulgare”. Un suo nuovo Consiglio a sua immagine e somiglianza che, come detto a caldo dopo la vittoria, lo segue compatto (e come potrebbe essere diversamente). Diego, il Capitano, è un vulcano generoso, umile e concreto, sicuro di poter contare, quando serve, su Dario. I giostratori sono compatti ed uniti anche se diversi: Niccolò e Matteo chimerotti da sempre, Francesco e Giulio, di adozione, con la consapevolezza che la mamma a volte può anche essere matrigna.

La svolta A Porta del Foro, prima degli altri, si è capito che per tentare di battere Santo Spirito non bastava solo essere bravi ma bisognava staccare con gli schemi del passato. Come diceva qualcuno: come pensi di cambiare i tuoi risultati se li costruisci sempre nello stesso modo? Come ribadito a caldo dal Rettore, la svolta è stata quella di affidarsi completamente ad Enrico, come si dice: carta bianca, iniziando ad acquistare e costruire nuovi cavalli, puntando solo sui giovani, da cui è più facile farsi seguire (Martino insegna, un conto è con i giovani Cicerchia e Scortecci, un altro è con i già giostratori, Marmorini e Montini).

E Rossi? E’ stato un rischio calcolato. Che fosse bravo lo sapevamo tutti (alle prove non ha rivali) in più Hollywood si è visto subito che era bravo, in fondo ancora una chance si poteva dare, tenuto conto che dietro (Scarpini e Giulio) ancora non avevano vinto niente e un pò di gavetta, come si dice, fa sempre bene. Così ora la squadra è fatta e, come detto da Roberto, l’obiettivo di avere 4 giostratori allo stesso livello ed intercambiabili fra Giostra e Prova Generale, è stato raggiunto. Ora si può pensare al futuro, partendo da questo primo tassello, la vittoria (sempre parole di Roberto).

Strategia Ma Vitellozzi non era al Top? allora viene deciso di non rischiare, di non forzare la Giostra, puntare su Rossi e Hollywood, e accontentarsi del 4 sicuro.

Fortuna Scelta azzeccata che salva capra e cavoli. Rossi/Hollywood fermano il biancoverde Montini, ancora una volta perfetto sul centro, e la sorte consegna a Vitellozzi, dopo l’ennesimo errore di Tommaso Marmorini, la gioia di essere lui a riportare il suo Quartiere alla Vittoria.

E gli altri Poche righe per Porta Crucifera e Sant’Andrea, detto molto chiaramente, i problemi di giugno sono ancora lì, anzi si sono aggravati per Tommaso che, pur capace di rivedere il suo assetto, migliorare le sue prestazioni, deve ancora lottare con la testa che nei momenti topici non lo aiuta. Gli sviluppi non sono scontati.

Invece i cruciferini hanno lavorato su Vanneschi, certamente migliorando il binomio, che ora è da 6 ma per vincere ci vuole da 5 (pardon da 10) come era con Pinocchio. Passo indietro su Romina, sovrappeso (la Piazza l’ha notato), Innocenti non era della partita e lo si è capito subito.

La Novità Per la prima volta Cicerchia e Scortecci non lottano.

Conclusioni La Giostra aveva bisogno, tutta, di ritrovare i giallocremisi, come si dice (citazione Lucone): chi vince festeggia, chi perde spiega ma cosa c’è da spiegare?

Una cosa è certa: non è rimettendosi subito al lavoro che si cambieranno le cose, anzi se si continuerà a fare le stesse cose, probabilmente si peggioreranno.

 Giorgio Marmorini