Torna la rubrica “Aneddoti”. Rodolfo Raffaelli ci racconta lo scambio di cavalli avvenuto nel 1973 tra Franco Ricci e Silvano Gamberi.
“Parliamo della giostra del 1973, mio padre Ciuffino era capitano. Vittorio Zama si era appena separato da Sant’Andrea e noi lo avevamo contattato dicendogli di scegliersi altri due compagni da portare su a Colcitrone (uno dei due avrebbe fatto la riserva). Cosi Vittorio si presentò con Silvano Gamberi e Gabrile Tabanelli entrambi faentini come lui. La storia inizia già ad intricarsi perché Silvano Gamberi era senza cavallo di proprietà e prese in prestito un soggetto da giostra da Franco Ricci che al tempo difendeva i colori di Porta Sant’Andrea. Svolta la settimana di prove in cui sia Tabanelli che Gamberi andarono abbastanza bene, la decisione del Consiglio ricadde su Tabanelli e la scelta fu comunicata ai giostratori il giovedì sera. Quella stessa sera una volta arrivati alle scuderie dove si tenevano i cavalli mio padre si accorse che il cavallo di Silvano Gamberi non era più li ed era stato sostituito con un altro simile, telefonò allora a Silvano il quale però si dimostrò sorpreso e disse che non era possibile che ci fosse un altro cavallo e che mio padre si stava sbagliando sicuramente”. La risposta di Ciuffino fu: “Ascolta Silvano, è vero che io di cavalli me ne intendo poco ma te tutta la settimana hai provato con un maschio, questa è una femmina… e almeno questo lo so riconoscere!”.
Che cosa era accaduto?
“Franco Ricci si era accorto che il cavallo che aveva dato a Silvano Gamberi durante la settimana di prove si era comportato molto meglio di quello che aveva tenuto per se ed una volta saputo che Silvano non avrebbe corso la Giostra si era subito dato da fare per riprendere l’animale migliore e portarlo in piazza al suo fianco la domenica. Come detto però mio padre si accorse di questo “giochino” e fu cosi organizzata la riconsegna ufficiale: un nutrito gruppo di sostenitori rosso verdi iniziò a scendere in direzione Sant’Andrea portando con se l’equino sostituito, nel frattempo un altro nutrito gruppo di sostenitori bianco verdi saliva per la stessa via con l’equino “rubato”. Una volta incontratisi nell’incrocio di via Fontanella e fatto lo scambio di cavalli i due gruppi si allontanarono ognuno in direzione del proprio quartiere. Franco Ricci, che era presente allo scambio, era molto furbo e competitivo, vincere o cercare di farlo era nel suo dna però era anche un gran signore ed una volta scoperto il suo “inganno” non ebbe niente da obiettare perché effettivamente “per contratto” il cavallo doveva restare a disposizione di Silvano Gamberi fino alla fine della Giostra. La domenica poi fu una Giostra molto combattuta e piena di discussioni (fra cui una lancia caduta a Vittorio Zama che però oltrepasserà la linea di demarcazione, ovviamente non a detta di tutti, e quindi non porterà ad alcuna penalizzazione) ed alla fine porta Crucifera riuscì a portare a casa la lancia d’oro”.
Storie di un Saracino che non esiste più.
Leonardo Maccioni






