Continuiamo la nostra rubrica sui cavalli che hanno fatto la storia della manifestazione con il secondo cavallo più vincente di tutti i tempi, Peter Pan. In questa intervista con Enrico Vedovini scopriremo quali sono state le caratteristiche che lo hanno reso così speciale e ripercorreremo quelli che erano anche i lati più nascosti del suo carattere.
Partiamo dall’inizio, quando è stata la prima volta che l’hai visto? E’ stato amore a prima vista o c’è voluto un po’ di tempo per conoscersi meglio?
La prima volta sono andato a vederlo in Casentino, Peter era tenuto in un maneggio a dir poco fatiscente, cosi mi accordai di andare a provarlo a patto che me lo portassero in un maneggio vicino. Non posso dirti che fu amore a prima vista perché lui avendo appena quattro anni era davvero alle prime armi e quasi non sopportava nemmeno di tenere la sella con il cavaliere sopra. Infatti il quarto giorno che andai a provarlo con una sgroppata mi buttò in terra ma fu li che, forse sentendomi sfidato nell’orgoglio, decisi di accettare questa sfida e guardandolo negli occhi gli dissi: “Dopo questa te vieni a casa con me”. E fu cosi che lo caricai nel furgone. Una volta portato a casa iniziai a lavorarci tutti i giorni e dopo un po’ di tempo, nonostante il suo carattere veramente tosto, vedevo che rispondeva bene, in particolare fui colpito fin da subito dal grandissimo coraggio che aveva. Ricordo che un giorno lo portai vicino ai binari della ferrovia e quando passò il treno lui lo guardò quasi svogliato senza nemmeno muoversi di un centimetro. Non aveva davvero paura di niente, un coraggio così sinceramente non l’ho mai ritrovato in altri soggetti.
Quali erano le caratteristiche che lo hanno reso un cavallo da Giostra così importante? Quali invece i difetti che non sei mai riuscito ad “aggiustare” fino in fondo?
Io non vorrei sembrare presuntuoso ma credo di poter affermare senza smentita che Peter Pan sia stato uno dei migliori cavalli che siano mai passati da piazza Grande e questo lo deve in massima parte alla caratteristica innata che ti ho raccontato poco fa, il suo grandissimo coraggio. Questo però non significa che fosse un cavallo freddo, anzi. Era molto vivace e se voleva fare di testa sua sapeva metterti in difficoltà, però non aveva mai reazioni imprevedibili dettate dalla paura. Oltre questo aveva una conformazione fisica ideale per la Giostra, un galoppo comodo ed un collo bello rilassato e disteso che ti permetteva di mirare con estrema facilità. I suoi “difetti” derivano tutti dalla sua vivacità e dalla sua esuberanza di cui ti accennavo poco fa; era un cavallo che non stava mai fermo, per la sfilata in particolare era un disastro. Super eccitato e curioso com’era di tutto quello che gli succedeva intorno era davvero dura tenerlo buono; non scorderò mai quando dopo una Giostra vinta mentre eravamo in sede che ci cambiavamo vidi il mio palafreniere Gabriele Papini che aveva le braccia completamente viola per i morsi che aveva preso durante tutta la giornata e al ritorno dal duomo.
Hai un aneddoto che ti piacerebbe raccontare?
Per Peter Pan io nutro un amore folle che esula da quello che facevamo in piazza, tenendolo a casa con me il nostro vero rapporto era quello di tutti i giorni. Voglio raccontarti un aneddoto che credo di non aver mai detto a nessuno: una mattina durante la settimana di prove, non ricordo esattamente l’anno, andai come sempre a governare i cavalli e trovai tutti i box aperti senza nessuno dentro. Qualcuno durante la notte aveva aperto tutto ed i cavalli non si trovavano, tanto che arrivai a casa nello sconforto più totale e dissi a mia moglie che non avrei fatto la Giostra perché i cavalli non c’erano più. Ancora preso dalla disperazione tornai alla scuderia e dopo un po’ di urla e fischi sentii in lontananza Peter Pan nitrire in cima ad una collinetta, allora presi il sacco del mangime ed iniziai a sbatterlo forte, in men che non si dica me lo vidi arrivare al galoppo con il petto tutto in fuori che soffiava dalle narici… bellissimo. Lo guardai e ci promettemmo che questo scherzo lo avrebbero pagato caro ed infatti non dissi niente a nessuno, mi tenni tutta la storia per me e la domenica ci portammo a casa la lancia con anche un pizzico di soddisfazione in più.
Qualcosa che non ti ho chiesto ma che vorresti aggiungere?
Vorrei rimarcare il fatto che fra le altre sue mille virtù, Peter Pan ha sempre avuto una salute fisica pressoché perfetta, diciamo che lui il veterinario quasi non sapeva nemmeno che aspetto avesse. Di contro per avere le prestazioni che ha avuto era un cavallo che andava lavorato veramente tanto, a Sant’Andrea erano famose le mie passeggiate a Poti la mattina della Giostra. Se non veniva in piazza “stanco” era davvero difficile discuterci. Detto questo, non posso che aggiungere che sia stato un cavallo che ha fatto storia e che è rimasto nel cuore di tutti quelli che ci hanno avuto a che fare. Una cosa bellissima che mi succede ancora oggi è che anche le persone un po’ meno dentro il Saracino si ricordano tutte perfettamente del “bellissimo cavallo bianco” che montavo, questa è una cosa che mi da una felicità enorme. Forse una delle mie gioie maggiori in piazza Grande è stata la sua ultima Giostra dove anche se perdemmo, ricordo che dopo la nostra carriera tutta la piazza si mise ad applaudire il V che avevamo fatto dandogli così un tributo che si era assolutamente meritato. Quel momento li non me lo scorderò mai, vedere l’affetto non solo dei quartieristi di Sant’Andrea ma anche dei rivali che, avevo capito subito, gli stavano regalando un applauso per la sua ultima carriera è una sensazione che mi porterò dentro per sempre (quella Giostra se non sbaglio successe la stessa cosa anche per Napoleone di Gianmaria Scortecci). Ti giuro che a raccontartelo ancora oggi mi vengono i brividi. Finita la parentesi Giostra adesso Peter si sta godendo una meritatissima pensione alla scuderia Città di Arezzo di Andrea Vernaccini, ogni tanto vado a trovarlo e per farti capire quanto io ci sia legato, mostro ai lettori di CorrerGiostra quello che è il primo ed unico tatuaggio che mi sono fatto in vita mia.

Vedovini/Peter Pan – Grigio – Giostre disputate 23 – Giostre vinte 7
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di Leonardo Maccioni
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