Diventare presidente di un comitato giovanile non è una scelta scontata, soprattutto quando tutto potrebbe limitarsi al divertimento e alla spensieratezza della vita di quartiere. Eppure, per Giacomo Capacci, Porta Sant’Andrea rappresenta molto di più: è appartenenza, tradizione e responsabilità.
Perché un ragazzo o una ragazza invece di pensare al quartiere soltanto come posto dove divertirsi si prende la responsabilità di diventare presidente di un comitato giovanile? Come è nata in te questa idea?
Dopo un po’ che frequentavo il quartiere a me è venuto naturale chiedermi in che modo potessi rendermi utile nell’organizzazione dei vari eventi che si susseguono e cosi, spinto soprattutto dalla curiosità, mi sono avvicinato subito al comitato giovanile entrando come addetto al bar e cucina. Quest’anno credo di aver fatto un ulteriore passo avanti essendomi preso l’enorme responsabilità di guidare il comitato giovanile più longevo della storia della Giostra, è stata una decisione a cui ho pensato molto perché sono consapevole del livello di impegno richiesto, ma dopo le elezioni in cui sono risultato il più votato ho sentito dentro di me il dovere e la voglia di voler intraprendere questa sfida con il massimo dell’entusiasmo.
Chi farà parte della tua squadra? Ci fai una piccola presentazione di tutti i suoi componenti?
I due vice presidenti saranno Arianna Stocchi e Gabriele Fei, Arianna è stata presidente anno scorso e sarà fondamentale nell’aiutarmi in molte scelte, Gabriele è uno dei miei migliori amici ed insieme a lui abbiamo molte idee già in cantiere. Proseguendo con le presentazioni abbiamo Agnese Versari nel ruolo di segretaria, Andrea Talanti sarà invece il nostro cassiere, Alessandro Conti è ovviamente il nostro referente delle scuderie mentre il mio ex ruolo, quello di addetto ai bar e cucina sarà preso da Mattia Lanucci. Anche quest’anno abbiamo deciso di nominare due addetti all’allestimento che cureranno le scenografie delle nostre feste, Martina Pasquini e Giulia Carboni, il responsabile del tesseramento sarà Tommaso Carnesciali ed infine il nuovo ruolo di addetta al Culto è stato assegnato a Marta Amatucci. Questa sarà la squadra con la quale cercheremo di affrontare al meglio tutte le sfide che troveremo, siamo ambiziosi, uniti e ben consapevoli delle responsabilità che ci sono state assegnate, sono sicuro che faremo un gran lavoro.
Sapresti dirmi perché ti sei innamorato della Giostra? Quali sono le persone “più grandi” che ti hanno ispirato?
Questa mia grande passione la devo a mio babbo Andrea, storico quartierista che mi ha trasmesso fin da piccolo questo folle amore per i colori bianco verdi. Non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto capire nel profondo cosa voglia dire essere quartierista e che grande onore sia portare avanti una tradizione come la nostra. Ritrovarmelo ancora oggi durante la settimana del quartierista a “bubare” fino a tardi con la sua combriccola nei tavolini dentro la corte è ogni volta un esperienza che mi riempie di gioia ed orgoglio.
Quali sono gli obiettivi che ti sei posto come presidente del comitato? Ci sono temi a cui tieni particolarmente?
Di obiettivi sinceramente ne ho in mente moltissimi, vorrei che la parola d’ordine di questo mio mandato fosse “inclusione”. Cercheremo di far diventare quartieristi “attivi” i tantissimi ragazzi e ragazze che vengono alle nostre feste o ai nostri eventi soprattutto fra i più giovani, cercando di fargli capire quali sono gli aspetti più belli del quartiere ed incentivandoli un domani a prendere il nostro posto alla guida del comitato giovanile. L’obiettivo di creare un grande gruppo dove tutti si sentono ascoltati è sicuramente prioritario, già dopo poche settimane dall’elezione abbiamo indetto varie riunioni, aperte a tutti i giovani, con l’intento di ascoltare le idee di tutti e di far sentire partecipi tutti i ragazzi e le ragazze bianco verdi che sono il vero motore di tutte le nostre iniziative
Qualcosa che non ti ho chiesto ma che vorresti aggiungere?
Voglio solo augurare un grande anno giostresco a noi del comitato ed a tutto il popolo bianco verde.
di Leonardo Maccioni






