sabato, Settembre 19, 2026
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Il cappotto di Porta Sant’Andrea

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Il cappotto realizzato dal quartiere di Porta Sant’Andrea sarà ricordato per moltissimi anni da tutto il popolo biancoverde e di diritto rappresenta una delle pagine più importanti della storia della Giostra del Saracino.

E’ il terzo realizzatonella storia biancoverde e il tredicesimo, dal 1931, della storia del saracino. In via della Gagliarde il cappotto è stato realizzato precedentemente nel 1987 e 1994. Porta Santo Spirito (1934, 2012, 2016, 2022) e Porta Crucifera (1949, 1952, 1980, 1986) ne hanno realizzati quattro, due per Porta del Foro (1982, 1985).

Due vittorie, quelle del 2026, ottenute con la classe e determinazione di un quartiere, una dirigenza, una squadra tecnica, che ha fatto la differenza proprio nel momento in cui tutti avrebbero scommesso sul crollo.

Se torniamo indietro di un annoil post giostra 2025 per il Rettore Carboni e il Capitano Gavagni non fu certo una passeggiata.Basta ricordare sabato 13 settembrequando il popolo di Sant’Andrea cercava risposte all’addio dell’allenatore e di due giostratori, uno addirittura in odore di promozione. Quale sarebbe stato il futuro dei biancoverdi?

Il futuro di Sant’Andrea era già scrittoe molto probabilmente un osservatore attento poteva anche “prevedere il futuro”. La storia era segnata, bastava continuare ad essere se stessi e fare Sant’Andrea. Non me ne vogliano Maurizio Carboni, Andrea Gavagni e tutto il direttivo che hanno interpretato se stessi e seguito la storia senza indugi e tentennamenti.

Lo abbiamo sentito e risentito “ci siamo uniti ancora di più, chiusi all’interno del nostro quartiere guardando avanti”. Così è stato fatto e i risultati hanno premiato il coraggio e la consapevolezza che Sant’Andrea doveva fare Sant’Andrea.

Sono state corse 150 edizioni del saracino (Sant’Andrea 149) che non analizziamo tutte perchè un punto di svolta ci può e ci deve essere. Allora lo mettiamo noi sotto la lente:guardiamo soltanto le ultime 100 edizioni.Un numero considerevole che fornisce spunti interessanti.

Partiamo dal saracino del 7 settembre 1975edizione numero 51 dove vince Porta Sant’Andrea con la coppia faentina Vincenzo Verità e Franco Ricci, Giuseppe Municchi Rettore e Carlo Fardelli Capitano. I biancoverdi vincono con otto punti nonostante il 5 di Porta del Foro messo a segno da Gori.

Dal 1975 al 2026 sono 50 anni di giostre (gli anni sono 51 ma il covid li ha arrotondati a 50) e 100 lance d’oro in palio.

In questo periodo temporale Porta Sant’Andrea ha vinto 34 lance d’orostaccando nettamente tutti gli altri quartieri. Porta santo Spirito lo segue con 24 vittorie, Porta Crucifera 23, Porta del Foro 19. Dieci vittorie di differenza sul secondo, i biancoverdi sono abbondantemente sopra la media con il 34% certificando il successo ogni tre edizioni. Solo questo dato potrebbe dare la lettura del quadro generale.

Alle vittorie si aggiungono altri datiche dimostrano la forza del quartiere biancoverde.
I giostratoriche hanno indossato il costume di Porta Sant’Andrea sono stati 12 (Vincenzo Verità, Massimo Montefiori, Franco Ricci, Silvano Gamberi, Gabriele Gamberi, Mario Giacomoni, Martino Gianni, Maurizio Sepiacci, Enrico Vedovini, Stefano Cherici, Tommaso Marmorini, Saverio Montini), Porta del Foro ne ha utilizzati sei in più 18, Porta Crucifera 21 e Porta Santo Spirito quasi il doppio 23.

Non ci fermiamo qui e aggiungiamo ancora un dato, quello del digiuno.Sant’Andrea nelle ultime 100 edizioni è stata lontano dalla vittoria al massimo per 7 edizioni, Porta Crucifera 10, Porta del Foro 23 e Santo Spirito 24.

Dagli inizi degli anni ’70 Sant’Andreacon Enzo Piccoletti ha cambiato mentalità e questa non si è mai persa nel tempo.È stato tramandato di generazione in generazione il modo di fare giostraesplorando anche orizzonti lontani, fuori dalle mura, tecnici e gestionali.

Le vittorie sono arrivate in continuità e il quartiere non ha mai vissuto “periodi neri“.
I giostratori sono stati scelti e lasciati liberi di sbagliare, aspettati per raccogliere il frutto del lavoro e della fiducia riposta in loro, una volta messi in sella la scelta si è rivelata corretta, la fiducia riposta in loro totale.

Questo “metodo di gestione giostra” ha ripagato con i risultati e quindi sono arrivati i successi. Dei dodici giostratori soltanto Silvano e Gabriele Gamberi, Mario Giacomoni hanno corso una sola edizione. Tutti gli altri nove fantini hanno disputato più di dieci giostre.

Sono questi alcuni dati che raccontano perchè Sant’Andrea vince e rivince senza soluzione di continuità.
Un metodo che va oltre il nome, il ruolo e la carica che in quel momento viene ricoperta.
A questo si aggiunge la cosa più importante:la visione d’insieme non subisce mai “gli eventi” siano essi interni o esterni.

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