domenica, Settembre 6, 2026
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Intervista a Ivano Sapio, valletto recante la lancia d’oro

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Intervistiamo oggi Ivano Sapio, socio dell’Associazione Signa Arretii designato dal consiglio direttivo e dal sindaco per il ruolo di valletto recante la lancia d’oro per le due edizioni 2026 della Giostra del saracino.

Ciao Ivano e grazie per avermi concesso quest’intervista. Partendo proprio dall’inizio, in modo da farti conoscere meglio, raccontaci quando inizia la tua passione per la Giostra e quando è iniziata l’avventura con l’Associazione Signa Arretii.

La mia passione per le Giostra possiamo dire che è nata con me. Ho vissuto per 15 anni in Piazza Grande. Abitavo sopra il palazzo della Fraternita dei Laici e mio padre lavorava al tribunale, che all’epoca si trovava proprio all’interno di quel palazzo. Quindi ho visto la Giostra fin da bambino e la mia passione per essa è aumentata con il passare degli anni. Paradossalmente, però, mi sono avvicinato tardi al mondo delle Giostra. Sono entrato ufficialmente a far parte dell’associazione Signa Arretii nel 2012 e quest’anno festeggio 31 giostre vissute in piazza con l’associazione.

Venendo all’attualità quest’anno sei stato insignito dell’onore di vestire il costume del valletto incaricato di portare la lancia d’oro in entrambe le edizioni della Giostra. Che emozione hai provato quando ti è arrivata la notizia di questa scelta?

È una cosa lunga da spiegare. Mi limito a dire che non mi sarei immaginato di vivere una giostra così. A livello di emozioni è stata ad alto livello perché il costume di “Valletto recante il trofeo” è molto importante e di conseguenza il carico di responsabilità è alto. A 52 anni, ritengo di essere abbastanza pronto e maturo per vivere certe emozioni e responsabilità.

Invece che emozioni hai provato all’esordio in piazza con questo costume?

Ma in verità ti dico che l’emozione è grande a 360 gradi. Dal momento che in comune presenti la lancia d’oro fino a fine giostra quando la consegni al sindaco. Ovvio che quando l’araldo chiama l’ingresso in piazza ti si apre il cuore perché hai la consapevolezza di avere in mano il trofeo che a fine giornata il quartiere migliore portare alla propria sede.

Parlando sempre di emozioni qual è per te, vestendo quel costume, la parte più emozionante, in grado di farti venire i brividi, durante tutta la giornata della Giostra?

Come ho già detto, l’emozione è presente in tutti i momenti del periodo giostresco, anche perché il valletto che porta il trofeo mostra la lancia d’oro a tutta la popolazione. Se proprio dovessi scegliere, ti direi l’estrazione delle carriere, quando l’araldo presenta la lancia d’oro e fai il percorso in piazza del comune dal portone dal quale escono tutte le autorità fino al palco.

In questi anni all’interno dell’associazione hai indossato tutti i costumi. Oltre a quello del valletto che porta la lancia d’oro quale è quello che ti ha dato maggiore emozione nel vestirlo?

A questa domanda ti rispondo in modo semplice e sincero. Il costume è quello del vessillifero che porta lo stemma della nostra città, il cavallo inalberato. Credo che chiunque abbia ricoperto quel ruolo dica la stessa cosa. In quel momento hai la consapevolezza di rappresentare la tua città. È un onore.

Tenendo conto anche del tuo ruolo e della tua esperienza, hai qualche idea o qualche consiglio per migliorare la Giostra in modo da farla crescere sempre di più?

I miglioramenti si possono sempre fare. Secondo me, una cosa poco gradevole della sfilata sono i due vigili accanto al vessillifero che porta lo stemma di Arezzo. Si tratta di un corteo storico e la presenza dei vigili urbani è fuori luogo. E aggiungo, a maggior ragione, che è brutto anche vedere i vigili in piazza Grande in mezzo ai figuranti. Non ce l’ho con i vigili urbani, ma è davvero brutto vedere tutti con costumi storici e loro in mezzo. Questa è una cosa che va modificata. Dovrebbero stare sotto le Logge e, se necessario, intervenire da lì. Spero che qualcuno possa modificare questa cosa. Sarebbe un colpo d’occhio migliore. Poi, aggiungerei il luogo in cui consegnare e poi esporre la lancia d’oro in piazza. Anche questa è una questione di cui si parla molto e speriamo che venga trovata una soluzione definitiva. Per il resto, negli ultimi anni sono stati fatti tanti miglioramenti e tutto è abbastanza ordinato. Diciamo che l’estrazione delle carriere, il bando e la sfilata dopo la benedizione in Duomo sono molto fluidi e, tutto sommato, ben organizzati.

Prima di chiudere un uccellino mi ha riferito che questo ruolo che ti è stato conferito questo anno oltre alle tantissime emozioni che ci hai raccontato ha portato con sé anche della sana goliardia con alcuni scherzi che ti sono stati fatti. Di cosa si tratta?

Nella Signa Arretii ci sono molti burloni. Sono cose belle e sane che fanno bene al gruppo e all’amicizia che c’è tra di noi. Quest’anno mi hanno deliziato con un “santino” che raffigura un jolly con la mia faccia. Ma la vera ciliegina sulla torta sono state le carte da gioco con la mia faccia da valletto su tutte le figure. L’idea nasce da lontano, dalla consueta partita a carte dopo i pranzi post bando di giugno e settembre, che vede protagonisti i soliti quattro (io e Massimiliano, “i vecchi”, contro Samuele e Andrea, “i giovani”). È stato tutto molto divertente, ma soprattutto le carte: un ricordo che terrò come una reliquia.

Ti lascio un piccolo spazio finale per dire qualcosa a cui tieni e che magari non ti ho chiesto.

Stiamo parlando della Giostra del Saracino, quindi vorrei rimanere su questo argomento. Spero con tutto il cuore che la nuova giunta comunale possa realizzare i nuovi costumi, tanto importanti e richiesti da tutte le compagini giostresche. Mi rendo conto che non è facile, però ci voglio sperare. Aggiungo che sarebbe altrettanto bello se la Giostra potesse crescere sempre di più. È importante il contributo di tutti: dalle istituzioni al sindaco con tutta la giunta, ma anche il supporto di tutti, dai figuranti a tutti gli aretini.

Grazie mille Ivano per questa bella intervista e ti auguro una buona Giostra.

 

Samuele Oroni

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