Intervistiamo oggi il valletto incaricato di portare la lancia d’oro in questo anno giostresco, Raffaele Marcantoni. Per molti anni sergente dei fanti del Comune, Raffaele è stato designato dal consiglio direttivo dell’Associazione Signa Arretii e dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli per svolgere quest’anno questo importante compito.
Ciao Raffaele e grazie per avermi concesso quest’intervista. Partendo proprio dall’inizio vorrei sapere quando inizia la tua passione per la Giostra e quando è iniziata l’avventura con l’Associazione Signa Arretii.
Fin da piccolo, come tanti aretini, mi sono affacciato alla finestra della Giostra accompagnato dai miei genitori, poi crescendo non è mai mancato di giocare al “Saracino” con le biciclette inzuppando le punte di bastoni di scope nel fango andando a colpire cartelloni simili a quelli originali! La mia passione è maturata negli anni, rimanendo un semplice tifoso e non approcciandomi mai alla vita del Quartiere, fino a quando nel 2007, insieme ad un mio amico, prendemmo contatti per entrare nella Rappresentativa Comunale, allora gestita da Stefano Giustini. Ne fui subito folgorato, anche per il modo in cui mi venne presentata e dall’importanza che ci fosse nel rivestire tali abiti, ovvero rappresentare la propria città. Dopo 18 anni, ancora sono qui, pronto ad onorare quella causa che da sempre mi contraddistingue. All’interno dell’Associazione, per tre mandati ho anche rivestito il ruolo di Sergente dei Fanti del Comune, ruolo di grande importanza e privilegio, soprattutto per uno che come me ha una forte passione per la città e la manifestazione.
Da molti anni fai anche parte del consiglio direttivo dell’Associazione. Parlaci un po’ di cosa fate durante tutto l’anno e del tuo ruolo all’interno del consiglio.
Il Consiglio Direttivo nasce dopo l’istituzione dell’Associazione e fin da subito ho voluto dare il mio contributo fattivo per farla crescere, sempre con dedizione e serietà. All’interno del Consiglio Direttivo, ho ricoperto il ruolo di “provveditore” ovvero quello si occupa della gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli abiti e accessori da Giostra. Da qualche anno invece ricopro il ruolo di “tesoriere” gestendo le entrate ed uscite economiche dell’Associazione, tesseramenti e rapporti con i professionisti che curano le pratiche con gli enti ministeriali. Durante l’anno con il Consiglio ci troviamo spesso, quasi con cadenza settimanale (c’è sempre qualcosa di cui parlare od organizzare soprattutto nei mesi antecedenti la Giostra, per le celebrazioni del ricordo dei caduti di Campaldino e per la cerimonia della Madonna di Fortezza, oppure semplicemente per pianificare iniziative relative alla nostra Associazione, come mostre in occasione dell’apertura mensile della sede durante la Fiera Antiquaria,) ma fondamentalmente siamo anche un gruppo di amici a cui piace condividere la stessa passione.
Venendo all’attualità quest’anno sei stato insignito dell’onore di vestire il costume del valletto incaricato di portare la lancia d’oro in entrambe le edizioni della Giostra. Che emozione hai provato quando ti è arrivata la notizia di questa scelta e che emozioni hai provato all’esordio in piazza con questo costume?
Inizialmente devo ammettere che ho dovuto un po’ riflettere sull’accettare o meno tale incarico, in quanto ruolo di grande importanza e responsabilità. Con il passare dei giorni ho maturato che tale scelta avrebbe fatto parte del mio percorso di crescita all’interno dell’Associazione e soprattutto che un privilegio così, per uno come me attaccato alle tradizioni della propria città, non potesse più tornare. Pertanto, ho deciso con orgoglio di accettare l’incarico. Il primo tuffo nel vuoto è stato appena si è aperto il portone all’estrazione delle carriere, poi tutto è scorso via troppo in fretta. Certamente mostrare la lancia a tutta la città e scortarla per tutta la manifestazione, è una soddisfazione che auguro a tutti i miei compagni dell’Associazione.
Qual è per te la parte più emozionante in quel ruolo durante la giornata della Giostra?
Sicuramente la mattina all’inizio del Bando, quando senti scoppiare sopra di te il colpo di mortaio e si aprono le porte del comune per l’inizio del corteo, ma anche l’ingresso in piazza, quando ti affacci da Borgunto e vedi tutti quei colori dipingere la piazza.
Svestendo i panni del valletto qual è invece il momento che ti ha sempre emozionato maggiormente in quel giorno?
Un altro punto dove si sente veramente tanto tutta la “vicinanza” cittadina è quando da Corso Italia, si gira verso via Roma durante il corteo del pomeriggio. Sembra di essere sommersi e sovrastati da tutta la gente che è lì a vedere la sfilata.
Visto il tuo ruolo, sia come valletto che come consigliere, come si sta preparando l’Associazione per le varie cerimonie ed il grande giorno?
Abbiamo già iniziato a scaldare i motori, partiamo da stasera con le prove per l’estrazione delle carriere e a seguire i giorni successivi con le prove per il bando ed ingresso in piazza, cercando di arrivare preparati al meglio per il grande giorno.
Tenendo conto anche del tuo ruolo e della tua esperienza, hai qualche idea o qualche consiglio per migliorare la Giostra in modo da farla crescere sempre di più?
Ritengo che la Giostra possa ancora avere qualche margine di miglioramento, pur mantenendo vive le proprie tradizioni. Abbiamo visto che nella storia si è evoluta e si è messa al passo con i tempi, è proprio quello che la rende unica. Sicuramente come in tutte le cose, non è sempre facile accontentare tutti e che tanto ci sarà sempre qualcuno che storcerà il naso.
Ti lascio un piccolo spazio finale per dire qualcosa a cui tieni e che magari non ti ho chiesto.
Ti rubo un attimo un altro spazio per mettere ancora a conoscenza la cittadinanza e fare un po’ di pubblicità all’evento che ormai da diversi anni facciamo, ovvero esporre il trofeo della Giostra, la Lancia d’Oro nella nostra sede in via Bicchieraia 30. L’ambito premio viene portato nella nostra sede e rimane esposto dalla fine della lettura del bando in Piazza San Francesco fino all’inizio del corteo del pomeriggio. Occasione unica per ammirare da vicino l’opera d’arte creata dalle sapienti mani di Francesco Conti. A parte la scaramanzia, che spesso la fa da padrona, approfittate di questa occasione. Ricordo inoltre anche che, chi avesse voglia di affacciarsi alla nostra realtà, per entrare a far parte della nostra Associazione può trovare i contatti sui social oppure sulla locandina posta accanto alla sede in via Bicchieraia.
di Samuele Oroni






