UnaLancia dOrostraordinariarealizzata dal Maestro intagliatore Francesco Conti sul bozzettodelnuovo coordinatore di regia Enrico Lazzeri, quella che celebra Dante Alighierinel settimo centenario della mortee che sarà contesa dai quartieri in Piazza Grande domenica 5 settembre dove si tornerà acorrerGiostra dopoquasidue anni.E’ statopresentatoquesto pomeriggioil trofeodella 140esimaedizione dellaGiostra del Saracino, alla presenzadelsindaco di ArezzoAlessandro Ghinelli,del consigliere comunale delegato alla Giostra del SaracinoPaoloBertini,dei rettori dei quattro quartieriAndrea Fazzuoli,Roberto Felici,Maurizio CarbonieEzio Gori,diMassimo Boncompagni,presidente del Centro*Arezzosostenitoredel progetto “Adotta una lancia”,del coordinatore di regiaEnrico Lazzerie delMaestroIntagliatoreFrancesco Conti.

Reca ilvolto delSommoPoeta, nato a Firenze nel 1265e morto aRavennanel1321,la Lancia d’Oroche racchiude in sé luniverso dantesco attraversola suaopera più nota, laDivinaCommedia, chein cento canti riassume tutta la cultura basso medievale.Dante Alighieri è unanimemente riconosciuto come il maggior poeta italiano, il Padredella lingua italiana,il qualeebbe modo,in ripetute occasioni,di frequentare Arezzo e il suo territorio lasciando proprio nella Divina Commedia testimonianza della consuetudine degli aretini di correre tornei cavallereschi[Canto XXII dell’Inferno“Io vidi giàcavalier muover campo, e cominciare stormo e far lor mostra, e talvolta partir per loro scampo; corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra”]. I suoi versi poetici,a partire dal Novecento, hanno fornito un efficace supporto all’ambientazione trecentesca della Giostra del Saracino nell’età moderna.

Ilsaluto delsindacoAlessandro Ghinelliha aperto la cerimonia:Una lancia bellissima ed evocativa, dedicata al SommoPoeta ma soprattutto alla sua opera più grande e rivoluzionaria, che racconta del suo cammino fantastico, e di quello di ogni uomo, verso la salvezza e la purificazione. Una rinascita,quindi, che rendequest’opera quantomai significativa, premio di una edizione della Giostra che torna alla Città dopo quasi due anni. Una Lancia d’Oro speciale e resa preziosa dall’estro di Enrico Lazzeri e dall’abilità indiscussa del Maestro Francesco Conti, e che si fa simbolo della vitalità di una manifestazione identitaria per gli aretini. Il ritorno in piazza segna un altro passo significativo verso la ripresa, e sono certo che questa festa sarà vissuta da tutti con responsabilità e prudenza.

Appelloal sensodi responsabilitàanche da parte del consigliere comunaledelegato alla GiostraPaolo Bertini:Chi vuolebene allanostra amata manifestazionedeve viverequesta settimanacheciporterà domenica prossimain Piazza Grandecongrande partecipazione esensodi responsabilità. Sarannonecessari perunedizionecosì delicatache con grande soddisfazione siamo riusciti aorganizzare: è stato tuttaltro che facile ma la città ne aveva bisogno e siamo orgogliosi diessere riusciti nellintentograzie allimpegno di tante persone, a partire dagli uffici comunaliche stannofacendo unlavoro straordinario.

Iltrofeo, come già anticipato,è statorealizzatograzie al contributo del Centro*Arezzo, che ha rinnovatoanche quest’annoil proprio sostegno al progetto “Adotta una lancia:“Il centro commerciale Centro*Arezzo Coop.fi da più di 10 anni adotta la Lancia d’oro –è il commento del presidenteMassimo Boncompagni– e abbiamo creduto che in questo anno così difficile per tutti fosse necessario fare qualcosa di più: è per questo che abbiamo dato il nostro contributo di sponsorizzazione per l’allestimento di una delle due nuove tribune in Piazza Grande. La Giostra è vicina alla gentee siamo convinti che essere vicini alla Giostra del Saracino permetta di creare quello spirito di incontro che come Centro*Arezzo abbiamo semprecercato di instaurare con la città. Colgo l’occasione per augurare a tutti una buona Giostra e che vinca il migliore”.

Adescrivere l’operailcoordinatore di regiaEnrico Lazzeri:Realizzare la Lancia d’Oro per la ricorrenza del settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, è stata senza dubbio una sfida affascinante ed al tempo stesso difficile –commentaLazzeri, architetto e coordinatore di regia che haideato il bozzetto– Non sono un Dantista, né tantomeno un esperto o uno storico della materia. Ma ho molto studiato e mi sono appassionato alla figura di Dante e ai suoi capolavori per celebrare nel miglior modo possibile questa ricorrenza e l’incarico che è mi è statoconferito: dare forma, in accordo con il Maestro Francesco Conti, allaLancia D’oro.Qual’ era ildisegnogiusto per questa Lancia?, mi sono chiesto.Scontato e forse doveroso pensare al volto del Poeta fiorentino –spiega– difatti abbiamo condiviso di rappresentarlo, ma non di farne il “tema” principale. Il profilo delviso è senza dubbio il segno distintivo universalmente riconosciuto di Dante Alighieri. Ma non ci sembrava adeguato, almeno non il solo, per onorare appieno il Sommo Poeta. Normale pensare alla Battaglia di Campaldino, famosa e dolorosa per tutti noi aretini, che nel 1289 vide sconfitte le forze Ghibelline a favore di quelle Guelfe Fiorentine. Dante combatté, giovanissimo, addirittura fra i 150 Feditoriin testa al gruppo armato. Famosae indelebile la sua citazione nel canto XXII dell’Inferno: “Corridorvidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra”, motivo di vanto per tutta la nostra Città e per la Giostra del Saracino. E per tale motivo il testo, inciso in una pergamena sotto al volto del Poeta, figura nella Lancia d’Oro.

Abbiamo dunque deciso che l’opera letteraria più famosa al mondo, la Divina Commedia, ragione per la quale Dante Alighieri viene chiamato Padre della lingua italiana, nonpoteva che essere il cuore della Lancia D’Oro ed il giusto segno dirispetto ed onorificenza per questo anniversario. Rappresentare artisticamente la Divina Commedia, in un’opera intagliata sul legno, era impresa ardua –prosegueLazzeri–  è stato necessario, dato il numero e la complessità dei personaggi, degli eventi edei luoghi narrati, trovare una sintesi e cercare di rappresentare il più emblematico significato possibile. Dell’inferno abbiamo scelto un soggetto, Minosse, con le fattezze della rappresentazione di Gustave Dorè: figura bestiale che ascolta i peccati delle anime e comunica loro la destinazione all’interno dell’inferno, arrotolando la sua coda di serpente di tante spire quanti sono i cerchi di destinazione. Intorno a lui le anime dannate,ispirate ad una delle opere pittoriche più famose dell’Inferno: il Giudizio Universale del Duomo di Orvieto di Luca Signorelli. Il pittore cortonese disegna anime sofferenti, realistiche e grottesche, molto vicinealle pagine di Dante.

Il Purgatorio seguela classificazione tomistica dei vizi dell’amore e non fa più riferimento a singole colpe. La montagna è suddivisa in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria. Ci è sembratogiusto rappresentarlo con l’immagine iconica da tutti riconosciuta, cercando di ricreare fedelmente il monte così come descritto da Dante.

Il Regno del Paradiso dantesco non è più connesso alla Terra: tutto è eterno ed etereo, ogni elemento è spirituale. Partendo dalla rappresentazione di Gustave Doré, di Dante e Beatrice che ammirano i cieli celesti, abbiamo deciso di ricreare un cielo “mosso”, giocando con i colori e le sensazioni che essi suscitano negli osservatori. Al culmine della parte centrale dellalancia abbiamo deciso di realizzare una sfera, simbolo del cielo e della luce divina di Dio. Le restanti parti della LanciaconcludeLazzeri insieme al MaestroFrancescoContiche descrive letecniche utilizzateper lacreazione del trofeosono state realizzate seguendo motivi architettonici trecenteschi, tipici del periodo Dantesco. I colori, di richiamoGiottesco, si alternano all’oro, all’argento ed alle pietre selezionate e magistralmente applicate da Conti”.

La Lancia doro sarà presentata ufficialmente alla città domani mattina nel corso dellaCerimonia di Estrazione delleCarrierein programma alle 11.00 in Piazzadella Libertàa conclusione della quale saràrecatainDuomoe lìcustodita finoal giorno della Giostra.

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