La Giostra in una stanza

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La Giostra in una stanza.
L’8 dicembre è stata la sera della Giostra, dei cuori scaldati, a sei mesi dalla prossima edizione, da Terra d’Arezzo eseguita da Elisa Pieschi con il suo violoncello in apertura del Gran Galà. Una serata di colori, di affetto. Dalla simpatia sprigionata dai Saracittini di Peter Peruzzi alla, per me inaspettata, empatia sprigionata da Elia Cicerchia che ha esternato un umile se stesso e allo stesso tempo ha, con poche, calde e sentite parole, riassunto quello che sono i rapporti tra i giostratori dello stesso quartiere e il proprio cavallo. Ho letto emozione e necessità di una serata così negli occhi dei presenti. C’è stata commozione da parte di chi la giostra la vive da trent’anni “dietro le quinte”, Rossella Capocasale, donna forte e appassionata, che ho visto commossa e coinvolta in questa serata. È stato bello vedere da un angolo della sala l’entusiasmo e la partecipazione dei presenti, che hanno partecipato alla serata perché sicuramente, come tutti noi dell’associazione Correr Giostra, sentono la necessità che il Saracino sia sempre vivo in ogni stagione, perché fa parte dei nostri cuori, della nostra città, delle nostre tradizioni. Ho visto il fair play di chi applaude l’oggettiva bravura altrui e apprezza il quartiere, che nonostante il momento non facile, ci tiene a diffondere l’ardore per la giostra nelle scuole, come il premio Passione Giostra assegnato a Porta del Foro. Potrei continuare all’infinito, perché quando si parla di Giostra le parole non sono mai abbastanza, ma al Gran Galà il concentrato di amore per questa manifestazione ha reso sufficientemente l’idea.
Ringrazio di cuore tutti, chi ha organizzato e chi ha partecipato, perché ci avete messo il cuore. Non ci resta che aspettare giugno e Correr Giostra.
Con profondo affetto, una di voi.

Elisa Capponi