Presentato il libro del prof Luigi Borgia A.I.H. sui privilegi araldici del Quartiere di Porta Crucifera

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A nome di Porta Crucifera esprimo particolare orgoglio nel presentare questa preziosa disquisizione sul nostro stemma, da tempo infatti il nostro Quartiere si era impegnato in un percorso di studio sulle origini e vicissitudini in un secolo di sua vita che, con questo contributo, può dirsi concluso.”

Così inizia la prefazione il Rettore Andrea Fazzuoli, pensiero sicuramente condiviso da tutto il popolo rossoverde e non solo.

La presentazione del libro presso la sala delle Lance di Porta Crucifera [immagine tratta www.portacrucifera.it/news/item/1122-i-privilegi-araldici.html]

Infatti l’emblema dei cruciferini è quello per prima nascita, storia ed evoluzione forse il più complesso e che ha subito variazioni che ne avevano reso persino incerta la sua corretta impostazione.

Bisogna sapere che alla compagine Porta Crucifera fu assgnato nel 1930 il costume da vessillifero comunale con l’emblema della croce decussata bianca su campo verde e che lo stesso la rappresentava nella giostra del 7 agosto 1931. L’attuale insegna è frutto dell’unificazione tra l’emblema di Porta Burgi e uno che nel periodo tra la suddetta giostra e quelle dell’anno successivo le era statao preposto. Inoltre i colori del suo partito, il rosso e il verde, per una serie di circostanze e disattenzioni sono state a volte invertiti, a questo si aggiunga che le figure sono state spesso inserite nello scudo ‘campeggianti’ (cioè a mezza figura), invece che ‘moventi dalla punta’ (cioè nascenti dalla parte più bassa).

A sinistra: immagine originale edita per la prima volta in Giovinezza il 12 marzo 1932; a destra: emblema a colori invertiti e le figure ‘campeggianti’ (si noti inoltre le torri e il campanile della Pieve quasi irriconoscibili, divenuta un ‘castello’)[immagini: internet]

In fine dal 1962 si erano aggiunte le concessioni araldiche che con lettera patente erano state concesse dalla casa Reale di Savoia.

La corono Reale e il nodo di Savoia, i due ampliamenti concessi nel 1962 all’emblema rosso-verde

A ragione di ciò il Quartiere già da qualche anno aveva provveduto a ripristinare nel proprio Statuto l’originale ordine dei colori e un inserimento coerente dei privilegi araldici, percorso che si è arricchito e concluso appunto con il corretto riposizionamento delle figure e, infine, della legittimazione e disegno della Corona Reale e del nodo di Savoia.

L’emblema di Porta Crucifera così come riportato nel libro completo della Corona Reale al naturale e del nodo di Savoia oro

Il libro scritto dal Prof. Luigi Borgia, uno dei massimi esperti di araldica italiana e internazionale, parla appunto della loro blasonatura allargandosi ad un escursus completo storico-scientifico sul valore e sulle regole di questa scienza che pervade la fantasia, colora e distingue ormai da otto secoli famiglie, città, enti.

Lo stesso Professore aveva, tra le altre, già collaborato con la Giostra del Saracino coadiuvando la commissione che nel 1989 fu incaricata di verificare la coerenze storiografica, nonché autore di una attenta disamina sullo stemma comunale e dei comuni della provincia nel libro degli Sbandieratori di Arezzo Le Bandiere, gli aquiloni del cuore.

Ecco quindi che la bibliografia della Giostra si arricchisce di un altro volume davvero prezioso e di grande valore.

La copertina del libro I privilegi araldici del Quartiere di Porta Crucifera della città di Arezzo