Una di famiglia è forse la definizione più giusta per Baby Doll, la cavalla che ha fatto la storia della Giostra del Saracino assieme a Elia Cicerchia.

La sua storia e il legame con il suo cavaliere inizia molti anni fa quando Elia Cicerchia aveva solamente dodici anni.

“Ricordo benissimo – ci racconta Elia Cicerchia – quel momento fu il regalo di Pasqua dei miei genitori. Era una fase in cui si iniziava a fare concorsi di salto a ostacoli un po’ più impegnativi e così decisero di farmi questo fantastico regalo. I miei genitori e l’insegnante di equitazione avevano qualche dubbio, la cavalla era di difficile gestione non si faceva mettere la sella, non si faceva prendere, mordeva calciava insomma ne faceva di tutti i colori ma nonostante questo io me ne innamorai subito. La prima volta in sella a Baby Doll la ricordo benissimo perché coincise con la prima caduta. Dopo soli cinque minuti a causa di un pollo mi fece volare per terra, aveva però un grande pregio saltava tanto”.

La prima foto di Elia Cicerchia con Baby Doll

Quando facevi i concorsi di salto come si comportava Baby Doll?

“Nei concorsi la Baby era esattamente come in piazza tenace. Dovevo essere io ad impormi perché se tutto non era al suo posto lei dava il suo bel da fare. Ricordo una volta ad un concorso a Cervia al coperto mentre riscaldavo il cavallo al suono della campanella lei partì pensando che fosse il suo turno, calci impennate, un po’ il suo marchio di fabbrica a tutti gli esordi mi ha sempre fatto cadere da cavallo come alla Prova Generale e in Giostra”.

Ci puoi raccontare un ricordo inedito tra voi due?

“Un aneddoto particolare che racchiude il nostro rapporto che è sempre stato di amore, rispetto e dispetto. Era poco tempo che l’avevo acquistata ero fuori dal suo box e parlavo con amici volgendo le spalle a lei. Baby uscì e mi afferrò alla scapola alzandomi di peso cercando di portarmi dentro il box strappandomi la polo. Poco dopo si affacciò di nuovo con il suo trofeo il pezzo di polo strappato. Mi fece morire dal ridere. Lei ha sempre cercato di farmi dispetti”.

Elia Cicerchia e Baby Doll

Dai concorsi di salto ostacoli alla Giostra del Saracino come avvenne il passaggio?

“Mi feci male all’anca giocando a calcio e per due mesi dovetti rinunciare a montare a cavallo. I miei amici fecero un salto di qualità, poi tra gli amici e la scuola la voglia per il salto volò via, oggi posso dire fortunatamente. Ecco che inizia la storia con la lancia e da quel momento la passione in me si riaccese anche se non ho mai pensato di smettere di montare a cavallo. La tenevo proprio qui dietro alle scuderie e fu Carlo Farsetti che mi chiese di provare a tirare al buratto”.

L’avventura di Baby Doll in Giostra si è trasformata poi in leggenda.

“L’avventura nella Giostra è stata molto emozionante. Se ripenso adesso a quei momenti mi emoziono di nuovo. A lei devo tutto. Il giostratore che sono diventato e gli obbiettivi che abbiamo raggiunto lo devo a lei. Ci sono stati episodi anche poco piacevoli come l’esordio in Prova Generale ma nonostante questo a lei devo tantissimo. All’inizio non era molto portata, aveva paura di tutto, bandiere, tamburi, scartava davanti al buratto. Lei però era la mia cavalla, la mia amica per me era importante fare in modo che fosse lei la mia prima compagna anche in questa avventura. Lei era la mia amica, con lei avevo fatto di tutto e anche questa avventura la dovevo affrontare con lei. Anno dopo anno è migliorata e siamo migliorati come binomio, non era un cavallo adatto a molti cavalieri ma lei era congeniale a me”.

Solo momenti belli?

”I momenti brutti ci sono stati ma ho sempre avuto fiducia in lei e insieme ne siamo usciti sempre bene da ogni situazione. La prima volta in piazza è stata paura vera, voleva scappare si impennò accanto alla tribuna avendo paura di trombe o non so cosa. Dal momento dell’esordio abbiamo cercato di capire come gestirla, ciò che erano le sue reazioni , poi alla fine è sempre stata perfetta mi ha sempre assecondato in tutto. Non mi ha mai messo in difficoltà e per questo ne sarò riconoscente a vita”.

Ci puoi descrivere le doti migliori della tua cavalla?

“Il galoppo perfetto. Non la dovevi spingere e nemmeno rallentare il suo galoppo era perfetto e poi è sempre stata tenace nonostante le sue paure si è sempre affidata a me completando il binomio alla perfezione. Un cavallo con un bel carattere ed essere stati in grado di saper gestire il suo carattere e il mio insieme è stato un grande risultato. Abbiamo creato una miscela quasi perfetta”.

Oggi si parla tanto di binomio, il vostro lo è stato davvero forse uno dei migliori di sempre della piazza.

“Interrompere il rapporto con lei mi ha pesato molto tecnicamente. So che ci sarà un cavallo che potrà essere migliore di lei, ho fatto cinque con tanti altri cavalli ma le sensazioni provate con lei non le proverò con altri, lei non è per me un cavallo ma un amico. Con Olympia sto costruendo un ottimo rapporto ma non potrà mai essere quello che ho provato con la Baby che mi ha visto crescere ed è stata la compagna di tutte le mie avventure, della mia crescita, maturazione, partecipe dei successi che poi abbiamo conseguito. Con lei avevo un bagaglio di esperienza che non si può ricostruire in un anno. Parecchie volte sono stato accusato di essere spavaldo, quando montavo in sella alla Baby mi sentivo veramente il più forte lei mi trasmetteva tanta energia positiva. Andavo al pozzo sapendo che avrei fatto bene mi sentivo imbattibile”.

Il primo impatto con la piazza al pozzo non fu positivo in quel momento nessuno avrebbe mai scommesso un euro su voi due.

“Quando sono caduto al pozzo un po’ si sapeva che poteva accadere di nuovo e infatti non mi trovò impreparato. Ero a terra io non sapevo cosa fare. L’unico pensiero fu “ecco adesso si torna dietro le logge, è già finita prima ancora di iniziare”. Il merito fu di Martino mi guardò e mi disse “sali a cavallo”. Ecco in quel momento per me fu già una seconda possibilità. Prima di giocarmi la prima ho già assaggiato il sapore di aver già fatto male. Riprovare subito mi ha dato la carica. Io mi svegliai e lei fu perfetta”.

Quale fase della carriera interpretava meglio?

“Come ho già detto il galoppo. Aveva un’andatura che non cambiava mai anche se allargava o eri un po’ stretto non cambiava mai anche se a volte poteva sembrare lenta o usciva al Buratto. Conoscendola questo non mi ha mai creato problemi. In sfilata invece era uno dei peggiori che ho montato trotterellava si girava non stava mai ferma le sfilate con lei erano davvero pesanti”.

Poi un giorno sono raggiunti i limiti di età pensionabile per la Giostra.

“Il ritiro dal punto di vista dei risultati mi è dispiaciuto. Fare a meno di lei ha voluto dire tanto. Quando è arrivato il momento di doverla salutare per me è stato un momento davvero toccante. Mi ha dato tanto ma è bene così. Sono felice che si possa riposare e godere il tempo che le rimane nel miglior modo e in serenità. Se avessimo proseguito a lei sarebbe rimasto uno specchio di vita troppo breve per meritarsi il giusto riposo. Mi aveva dato tanto era giusto che lei si potesse riposare nel periodo finale della sua vita”.

Oggi Baby Doll si gode il meritato riposo alle Scuderie Edo Gori dove è stata venerata e lo è ancora oggi, da tutto il popolo giallo blu.

“Ogni volta che vengo alle scuderie – conclude Elia – il saluto alla Baby c’è e ci sarà sempre anche se la vita sportiva si è separata. Lei è come un parente caro è il tuo affetto, il tuo amico con cui hai condiviso dolori e felicità. L’ho sempre considerata una di famiglia non credo di averle mancato mai di rispetto. Anche adesso che è in pensione ogni volta che la chiamo lei viene subito da me”.

Le giostre corse da Elia Cicerchia in sella a Baby Doll (Connemara)

Ed.DataQuartiereGiostratorePunteggioCavallo
13304-set-16Porta Santo Spirito Elia Cicerchia5Baby Doll
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12807-set-14Porta Santo Spirito Elia Cicerchia5 Baby Doll
12601-set-13Porta Santo SpiritoElia Cicerchia4Baby Doll
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