Napoleone. Un nome può passare inosservato e nel destino c’è sicuramente quello di lasciare un segno indelebile nella storia, anche nella Giostra del Saracino.

Napoleone ha percorso la lizza di piazza con due cavalieri Giovanni Bracciali prima e Gianmaria Scortecci poi.

“La storia con Napoleone inizia nel giugno 2015 – racconta Gianmaria Scortecci – dopo la mia giostra peggiore fatta in piazza, lancia persa in sella a Palmasol. Il nostro rapporto è iniziato con una chiamata di Luca Veneri una settimana dopo la giostra. Luca in passeggiata chiese a Giovanni Bracciali se aveva sempre Napoleone e che a suo parere era congeniale a me. Ricevetti una chiamata da Luca e mi disse “guarda io ho già parlato con Giovanni lui visto il rapporto che ha con il quartiere, il babbo e la famiglia se fai una chiamata gli farebbe piacere.” La storia è bene ricordare però che nasce grazie ad una forte amicizia che lega il sottoscritto a Luca e Giovanni, hanno voluto dire tanto per me”.

Quando sei montato a cavallo su Napoleone la prima volta quali sono state le sensazioni?

“Ho pensato che stavo facendo uno sport diverso. Fino a quel momento avevo montato cavalli più complicati per cui fare la giostra era sicuramente più difficoltoso mentre invece quando sono montato su quel cavallo subito al primo tiro ho avuto una sensazione strana, trovarsi su altro pianeta. Per me era un momento difficile, in quel momento mi ha dato e ci ha dato tanta speranza. Istintivamente mi permetteva di fare risultati in maniera più facile”.

Era un cavallo già pronto?

“Assolutamente, noi in quel momento lo abbiamo dovuto solo rimettere in forma da Giovanni usciva solo per fare passeggiate ma poi il cavallo era ben preparato si è trattato di rimetterlo in moto dopo gli anni di inattività, in quel momento non ce la sentimmo di stravolgere un cavallo che già andava benissimo”.

Quale la sua dote migliore?

“In piazza ovviamente quello per cui mi ha colpito è stato che per la prima volta mi sono trovato a fare una carriera completamente uguale a quella che avevo preparato e per cui mi ero allenato per tempi, traiettorie, velocità, e quella fu la cosa che mi colpì più di tutte. Possiamo poi parlare dei particolari: il tipo di galoppo, della morfologia, di come si portava e tante altre cose ma sicuramente quella più evidente che subito mi ha dato la percezione della grande qualità è stato che il giorno della giostra avevo un cavallo da giostra anche se era poteva sembrare veloce. Quando io parlavo di velocità con i cavalli di prima era un’altra storia ti si chiudeva il campo visivo mentre con lui avevo proprio la sensazione di rifare la carriera per come mi ero preparato mesi e mesi anche il giorno della giostra”.

Possiamo dire che con Napoleone la tua storia è cambiata?

“Lo dicono i numeri. Io devo a lui tanto non solo per quello che mi ha dato nelle giostre con cui abbiamo corso insieme ma anche per quello che mi ha dato come giostratore. Anche solo avermi dato la possibilità psicologicamente, non tanto per dimostrare a me stesso perché io sapevo e conoscevo il mio valore, però a tutti di essere di un livello diverso rispetto a quello che erano i numeri fino ad allora”.

Quale la fase migliore in carriera?

“L’unico rimpianto che ho di non aver potuto correre qualche giostra in più con lui. L’infortunio il giorno delle visite, la quarantena, nelle giostre corse con lui ho sempre avuto le stesse sensazioni. Sicuramente la prima e l’ultima sono state le più belle con motivazioni differenti. Non era un gran partente, era voglioso di andare anche se poi in realtà non metteva in difficoltà. Dalla linea bianca in avanti era incredibile e la vera “forza” era che io mi trovavo a fare un tiro molto istintivo, si costruito a casa, ma comunque molto naturale. Dovevo pensare solo ad alcuni particolari che mi dovevo ricordare il resto era assolutamente naturale”.

Ci racconti un particolare un aneddoto?

“Io ho sempre avuto la sensazione con lui che da metà sfilata dal momento in cui ritornavamo da via roma in poi iniziava a scaldarsi a mettere il turbo come se volesse andare in piazza. Da cavallo voleva andare al praticino dove c’era per il cavallo il riposo, da quel punto diventava una gran fatica aumentava il passo mentre in piazza era una vera macchina da guerra anche dietro le logge è sempre stato tranquillo. Problemi di gestione non ne ha mai dati”.

I ricordi più belli che ti legano a lui?

“I momenti che mi ricorderò sempre di lui sono tre. Il primo è legato alla sua prima visita di idoneità. Veniva da giorni in cui era stato sotto i riflettori e molto discusso. Gli altri quartieri facevano legittimamente il proprio mestiere. Dopo le prove era un cavallo che faceva paura. Fu un momento particolare per l’emozione terminata la visita, c’erano tantissimi quartieristi, avevano capito l’importanza di quel momento  una atmosfera surreale dietro le logge. Il “SI” di Spadari fu una vera e propria liberazione, avevamo la consapevolezza di poter andare in piazza con un grande cavallo. Una sensazione molto simile a una assegnazione ci fu l’esultanza di tutti i quartieristi che erano li con noi. Tutto questo comunque in quel momento era tutta teoria perché io con lui ancora non ci avevo mai corso ed era tutto da dimostrare. Forse in quel momento il quartiere ebbe la percezione dell’enorme potenziale. Gli altri due sono la prima e l’ultima carriera corsa con lui. La prima venivo da un momento difficile di risultati. Una bella liberazione ero consapevole di far bene anche con altri cavalli sono andato in piazza consapevole di poter fare cinque e di aver lavorato bene ma con lui è stato diverso. Dopo il buratto realizzai di aver fatto la stessa carriera che facevo in allenamento, fu una liberazione e ancora di più quando poi fui chiamato a correre il mio primo spareggio. Non aver mai fatto cinque e farne due in una sola giostra la dice lunga. Quel momento per prendere sicurezza e consapevolezza per me è stato importante. L’ultima invece è stata malinconica. Bellissimo ero soddisfatto di avergli regalato quel tiro perché poi se lui avesse terminato la carriera con un quattro non sarebbe stato giusto aver regalato quel tiro a lui mi fece felice ci tenevo molto. Malinconico perché ero triste del fatto che sapevo che non avrei più provato quella sensazione che provavo con lui. Correre con lui mi dava la sensazione di essere davvero una cosa sola”.

Che significato ha la foto dove tu abbracci Napoleone sotto la giuria?

“Io non so se i cavalli capiscono il senso di gratitudine però di sicuro io con quell’abbraccio volevo esprimere a lui tutta la mia gratitudine e riconoscenza. I cavalli sono tutti generosi ma lui lo è stato in modo particolare ancora di più e anche se per semplice fortuna per me è stato importantissimo. Se i cavalli avessero la capacità di capire gli umani vorrei dire a lui grazie tutti i giorni”.

Oggi come lo guardi?

“Con la stessa gratitudine di allora cercando di fargli fare la migliore vita possibile. Non sono solo io ad essergli riconoscente ma tutti quelli che lavorano alle scuderie tutti i giorni per farlo stare bene. Mi piacerebbe avere un po’ più di tempo a disposizione per montarlo con maggior frequenza perché è anche il loro bene. Passare un po’ di tempo in sella con lui”.

Definisci Napoleone in una sola parola

“Generoso. Sembrava quasi che ci mettesse il cuore nel fare la giostra io mi fidavo di lui proprio perché sapevo che anche lui ci metteva il cuore come me nel disputare la carriera. E così ha sempre fatto anche in condizioni diverse. Alla fine si trovava sempre la sintesi che ci portava a fare il massimo”.

Le giostre corse da Napoleone (Sella Italiana)

Ed.DataQuartiereGiostratorePunteggioCavallo
13702-set-18Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
13702-set-18Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
13723-giu-18Porta Santo SpiritoElia Cicerchia4Napoleone
13417-giu-17Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
13304-set-16Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
13304-set-16Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria4Napoleone
13006-set-15Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
13006-set-15Porta Santo SpiritoScortecci Gianmaria5Napoleone
12204-set-11Porta del ForoBracciali Giovanni2Napoleone
12118-giu-11Porta del ForoBracciali Giovanni2Napoleone