venerdì, Settembre 18, 2026
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Gli Sbandieratori di Arezzo tra memoria e futuro: spirito di gruppo, legame con la città e ricerca di nuove leve

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A pochi giorni dalla 150ª Giostra del Saracino, abbiamo incontrato Giovanni Bonacci, presidente degli Sbandieratori di Arezzo, per parlare di una stagione intensa: dal nuovo percorso museale alle trasferte internazionali, fino alle anticipazioni sull’esibizione in Piazza e allo spirito che tiene unito il gruppo.

Com’è stata la preparazione a questa edizione della Giostra? Tra l’inaugurazione del nuovo percorso museale, le prove e le trasferte, è stato un periodo particolarmente intenso per il gruppo?

Ancora una volta abbiamo affrontato un anno impegnativo, che ha messo a dura prova le nostre capacità, ma sono orgoglioso di come hanno risposto i nostri volontari, a partire dai giovanissimi. L’inaugurazione del percorso espositivo “Arezzo Città delle Bandiere” nella nostra sede, apprezzatissimo dai visitatori oltre che dagli “addetti ai lavori”, è stata la classica ciliegina sulla torta di un’annata eccezionale. Questo senza dimenticare la costante attività editoriale. Le trasferte si sono succedute in gran numero, giungendo a dividere il gruppo in quattro parti per onorare altrettanti impegni concomitanti, ed in nazioni diverse. Voglio qui ringraziare il Gruppo Musici per il decisivo aiuto che ci ha dato nell’occasione, e che ha prodotto una riuscita ed apprezzata sinergia fra le nostre realtà. La preparazione per la Giostra procede come di consueto, con allenamenti quotidiani.

La prossima sarà la 150ª edizione della Giostra: cosa dobbiamo aspettarci? Potete darci qualche piccolo spoiler sulla vostra esibizione e su quello che state preparando?

Oltre al saggio collettivo in Piazza Grande, curiamo sempre di più le brevi performances che offriamo durante la sfilata, soprattutto in via Roma e via Guido Monaco, molto attese dal folto pubblico presente lungo il percorso. Dell’esibizione in Piazza posso solo anticipare lo schieramento dei nostri musici lungo la lizza, probabilmente preoccupati perché si troveranno ad essere… sorvolati da bandiere in volo. Sul resto bocche cucite, come al solito. Attendo con curiosità la coreografia per l’ingresso della Lancia d’Oro, che coinvolgerà tutti i figuranti e che credo sarà suggestiva.

Gli Sbandieratori sono una realtà composta da generazioni diverse, ma che riesce a mantenere una forte identità di gruppo. Come si costruisce e si mantiene negli anni questo spirito di squadra?

Domanda complessa, ma precisa nella sintesi: generazioni diverse ma animate dallo stesso spirito di squadra. Non ci sono particolari segreti, si entra nel gruppo con la curiosità di misurarsi con le nostre discipline, ma non si tarda a rendersi conto di quanta disciplina occorra: la gavetta è tanta, e serve sacrificare parte del proprio tempo libero; ma chi abbraccia la forza di questo messaggio e si lascia “assorbire” dalla chimica della nostra realtà ne resta – come dico spesso – tatuato e acquisisce un bagaglio di esperienze utile per la vita. Tuttavia, non possiamo dimenticare che siamo una piccola realtà, che si scontra con la difficoltà nel ricambio generazionale, oggi inasprita dalla minor attitudine dei giovani all’aggregazione. Colgo quindi l’occasione per invitare nuovi ragazzi di almeno 14 anni ad avvicinarsi a noi: subito dopo la Giostra avvieremo i corsi gratuiti per le nuove leve, sia sbandieratori che trombe e tamburi.

Quali sono le prossime trasferte in programma per gli Sbandieratori? Ci sono appuntamenti particolarmente importanti o destinazioni a cui siete più affezionati?

Come spesso succede, neanche il Saracino stesso interrompe le nostre attività, tanto è vero che una piccola formazione si esibirà in contemporanea in Spagna, alle Giornate medievali di Avila. Le richieste – molte dall’estero – continuano ad arrivare, e cerchiamo di rispondere presente ogni volta che possiamo, con buona pace delle nostre famiglie che “sopportano” questa nostra passione: non dimentico di mandar loro la nostra forte gratitudine. Concluderemo poi l’anno con il nostro suggestivo appuntamento in Pieve, al quale invito sin da ora la cittadinanza per ricambiarla dell’affetto che non ci ha mai fatto mancare: bene le trasferte, ma il nostro cuore è ad Arezzo!

di Giulia Basagni

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