venerdì, Settembre 18, 2026
HomePorta Del ForoStrutture, giovani e la voglia di vincere: parla il rettore di Porta...

Strutture, giovani e la voglia di vincere: parla il rettore di Porta del Foro

0
547

“Innovare nel solco della tradizione”: un insegnamento ereditato dal passato che oggi guida il presente di Porta del Foro. A un anno dall’ultima lancia d’oro e a pochi giorni dalla nuova sfida in Piazza Grande, il rettore Roberto Felici si racconta senza filtri. Dai ricordi d’infanzia ai grandi investimenti sul circolo e sulla club house, dall’entusiasmo travolgente delle nuove generazioni fino all’analisi tecnica della sfida del 6 settembre contro avversari agguerriti. 

All’infuori del tuo ruolo istituzionale di Rettore, come nasce e come si evolve la tua storia e il tuo rapporto con il quartiere di Porta del Foro?


La mia storia con Porta del Foro inizia negli anni novanta, nel momento nel quale mio padre Giancarlo fu scelto per la carica di Rettore.
Comincia a frequentare il Quartiere in punta di piedi, com’è mia abitudine nell’affrontare le cose e mi appassionai immediatamente. All’epoca avevo numerosissimi interessi, l’Università, lo sport, ma il Quartiere divenne molto presto una delle più importanti. Collaboravo dando una mano a mio padre, principalmente nell’informatizzazione del Quartiere e nella stesura delle grafiche per gli eventi. Per la prima volta mi sono vestito per una Giostra nel 1996 e fu subito una vittoria, con Luca e Gabriele Veneri.Credo che quella giornata non me la dimenticherò facilmente. Da lì in poi non mi sono mai più allontanato da Porta del Foro, nemmeno nei momenti più difficili, finendo per ricoprire la carica di Consigliere e alla fine quella di Rettore.Mi piace sempre pensare che se non avessi avuto l’esempio di mio padre Giancarlo, non mi sarei così appassionato al Quartiere, ma penso nemmeno alla Giostra, è stato veramente una persona che ha cambiato il percorso di Porta del Foro, innovando nel solco della tradizione, con una dedizione che ancora oggi ritengo la direzione giusta da seguire.

Il quartiere nell’ultimo anno e mezzo ha portato avanti molti lavori di ristrutturazione sia in sede che al campo prove, ce li racconti?

Nel momento in cui sono diventato Rettoreil mio primo pensiero è stato quello diportare il Quartiere alla pari, se non sopra, il livello strutturale degli altri. In molti non hanno ancora capito cheper garantire alla nostra associazione un futuro sicuroed equilibrato è necessario avere strutture funzionali e complete, sia dal punto di vista sociale e sia da quello tecnico, parlo del circolo e delle scuderie.

Negli ultimi anni abbiamo investito tempo e risorse economiche in entrambe le direzioni e i risultati si cominciano a vedere. In questo inverno, abbiamo provveduto a rifare completamente i bagni del circolo che risultavano veramente datati e a raddoppiare la superficie della cucina che adesso è sicuramente più utile e funzionale. Invece alle scuderie abbiamo iniziato i lavori per la clubhouseche adesso abbiamo fermato per non disturbare gli allenamenti per la Giostra ma che poi proseguiremo nel mese di settembre.

Negli ultimi tempi si sta parlando sempre di più della tematica dei costumi. Tra voi rettori e in particolare con il Comune, si è cominciato a parlare di un rinnovamento dei costumi?

Si è parlato tantodi questo urgente argomento, soprattutto negli anni passati. Adesso credo che la nuova Amministrazione voglia nei mesi invernali affrontare il tema e dare la direzione da seguire. Con il nuovo assessoreGamurriniinizieremo a lavorarci molto presto.

Sono ormai un po’ di anni che il quartiere e il comitato giovanile raggiungono risultati incredibili grazie alle cene e alle serate, come lo dimostra il raggiungimento delsoldout per la cena al contrario dopo poche ore. Quanto sono importanti questi risultati per il quartiere?

Sono importantissimi, perché testimoniano l’ottima salute che gode il nostro Quartiere.Negli ultimi anni siamo veramente arrivati ad avere un seguito enorme di persone, soprattutto durante la settimana delQuartierista,  molti giovani si sono avvicinati al mondo della Giostra e questo è un bene per la manifestazione.Il Comitato giovanile è il vero motore della nostra associazione e io spero che riesca velocemente a formare i quadri della dirigenza dei prossimi anni.Aciò si aggiunge il ritorno di moltiquartieristidi vecchia data che si sono nuovamente avvicinati per aiutare nelle nostre iniziative. Il compito che abbiamo è quello di non disperdere questo entusiasmo e di far rimanere più persone possibili all’interno della nostra struttura. Alla fine tutto ruota intorno al volontariato e più mani aiutano più è facile andare avanti.

A settembre del 2025 hai conquistato la tua seconda lancia d’oro da rettore. A distanza di un anno quali differenze intravedi tra l’ultimo successo e quello del 2019? E quale delle due ti è rimasta più nel cuore?

Entrambe le vittorie nonledimenticherò mai per le emozioni che mi hanno saputo regalare.La prima è stata un’esplosione incredibile di entusiasmo, dato che venivano da un digiuno di vittorie lunghissimo. E’ stata una liberazione per tutto il Quartiere. Quella dello scorso settembre invece è stata una vittoria più matura, nel senso di un primo passo di un progetto che ancora prosegue e che si sta lentamente completando, e che sono certo ci porterà tantissime soddisfazioni nei prossimi anni.

Quali sono le aspettative e l’augurio che ti fai per l’imminente giostra del 6 settembre?

Le aspettative sono alte, puntiamo chiaramente alla vittoria pur sapendo che i nostri avversari sono tecnicamente fortissimi e possono far valere anni e anni di esperienza e di vittorie.

Sarà una Giostra combattutissima e noi abbiamo tutte le caratteristiche per poter raggiungere il successo.

di Elia Bimbocci & Alessandro Chiericoni 

© Riproduzione riservata

error: