Iniziamo oggi un ciclo di quattro articoli che vogliono ripercorrere la storia, i luoghi e le tradizioni che hanno segnato, e segnano ancora oggi, la vita nei Quartieri nei giorni precedenti alla Giostra del Saracino.

PORTA SANT’ANDREA

Prima degli anni 70’ non esistevano veri e propri eventi che scadenzassero i giorni precedenti al Saracino, le circostanze di ritrovo documentate sono le sfilate per le vie della città (spesso anche i musici che avevano anch’essi la sede in piazza S. Giusto si univano al corteo) e le feste della vittoria, che venivano svolte nei pressi della sede del Quartiere, allora situata in piazza S. Giusto, dove sorge l’attuale circolo di scherma.

Nel 1976 per rendere unica la celebrazione di una vittoria, il Quartiere bianco-verde chiamò ospiti del calibro del Maestro Simonetti e Mia Martini, che si esibirono (sotto una pioggia torrenziale) in un’ affollata piazza Sant’Agostino. In questi anni le finanze del Quartiere erano sostenute dalla famosa “questua”, ovvero le donazioni che venivano raccolte porta a porta fra gli abitanti della zona di Sant’Andrea. Essendo non ancora sorta tutta la zona della Marchionna ed in via di ultimazione quella del Giotto, Sant’Andrea doveva far fronte ad un quartiere abbastanza piccolo e dunque con poche risorse. La crisi più evidente si ebbe nel 1978 dove per mancanza di fondi non fu organizzata la festa della vittoria. Da questo momento, i ragazzi più giovani, coloro che vivevano il quartiere tutto l’anno, decisero di prendere in mano la situazione; innanzitutto l’anno successivo, nel 1979, fu organizzata una grande “Festa Bianco-Verde” per riparare alla mancata festa della vittoria dell’anno precedente, ed in seguito fu composto il primo comitato giovanile, esempio poi ripreso anche dagli altri Quartieri, che fu accettato ed inserito nello statuto dal consiglio direttivo nel 1981 (i giovani biancoverdi si auto tassavano con 5000 lire mensili che destinavano ai fondi del Quartiere).

Dall’inizio degli anni 80’ si cercò di creare un sussidio che non fosse legato soltanto alle offerte personali e che in più coinvolgesse sempre maggiori persone per risollevare un Quartiere che fino a quel tempo “perdeva sempre il Saracino”. Con questo intento il consiglio direttivo di allora, iniziò ad organizzare le prime feste ai giardini davanti al largo “Inigo Campioni” (proprio in fondo a via delle Gagliarde) che si svolgevano dopo la Giostra; esse venivano chiamate “feste della vittoria” se il Quartiere era uscito vincitore, e “feste bianco-verdi” se aveva perso.

Programma settimana del quartierista Porta Sant’Andrea 1985

Dal 1982 al 1989 la sede storica di porta Sant’Andrea rimase chiusa per ristrutturazioni ed il quartiere venne “dirottato” al circolo della parrocchia di S. Gimignano. Fu proprio in questi anni di “esilio”, nel 1985, che per la prima volta venne stampato il titolo “settimana del quartierista” nelle locandine che promuovevano gli eventi e si iniziò a creare aspettativa e coesione nei giorni prima della Giostra. Le attività svolte erano in gran parte ricreative e ludiche: tornei di tiro alla fune, tornei sportivi, canti e balli, giochi popolari dove gli scherzi e le battute sui partecipanti erano il vero sale della competizione e, per finire, le immancabili “cocomerate”. Non di rado si organizzavano anche “le uscite”, ovvero dei cortei con tamburi e bandiere, che viaggiavano per le vie del quartiere, a volte anche “sconfinando” in altri territori, cosa che ovviamente presupponeva la “risposta” del quartiere che era stato “invaso”. Fino alla fine degli anni 80’ comunque, non si sentiva un gran bisogno di pianificare le settimane del quartierista, la maggior parte del tempo era in ogni caso dedicato al “parlare di giostra”. Le strategie da attuare in piazza accendevano le discussioni più animate, gli scherzi da organizzare ai rivali (porta del foro su tutti) e gli aneddoti, raccontati da grandi personaggi come Enzo Piccoletti erano gli argomenti che più frequentemente si poteva ascoltare, origliando fra i tavoli di una qualunque serata prima del Saracino.

Nel 1989 Sant’Andrea ricevette finalmente la sua attuale sede, sotto l’arco in via delle Gagliarde; per l’occasione venne organizzata una grande inaugurazione alla presenza di tutte le autorità più importanti della città, giusto riconoscimento per tutti i quartieristi che avevano tanto combattuto, affinché questo fosse possibile.

Negli anni 90’ iniziano le prime serate musicali, sempre dal vivo, anche se nascono e si consolidano tradizioni come “la pedalata bianco-verde” e le gare sportive più o meno agonistiche. In questi anni la cucina del Quartiere inizia a diventare un organo fondamentale, ovviamente il tutto grazie all’opera di volontariato dei quartieristi; il ritrovo, per tutti giorni della settimana, era fissato alle ore 14 in sede per preparare i fondi delle pizze che sarebbero state servite la sera, dopodiché si andava in piazza a seguire le prove, ritorno al Quartiere per servire la cena, che anche durante la settimana, a differenza di adesso, veniva svolta in piazza S.Giusto, e turni alle spine di birra anche nel dopo cena; un vero e proprio lavoro a tempo pieno. Sant’Andrea in giostra gode di un ottimo momento e le tante lance d’oro degli anni 90’ faranno aumentare il bacino del Quartiere anche se le cene propiziatorie resteranno comunque con numeri che oggi definiremmo modesti, i commensali si aggiravano sulle 250/300 persone.

Merita una menzione particolare il “torneo di bullini”, organizzato nel 1998 grazie allo scarico in piazza S.Giusto di un metro cubo di rena. La ripulitura, come possiamo immaginare, creò non pochi problemi e l’evento non sarà più organizzato nonostante l’ottima partecipazione.

Dagli anni 2000 si ha un vero e proprio exploit a livello numerico, le settimane del quartierista di Sant’Andrea sono le prime che riescono ad includere anche i meno appassionati alla Giostra, e sono ad oggi considerate veri e propri eventi dell’estate aretina. Anche l’amministrazione comunale, resasi conto del grande ruolo di aggregazione ormai svolto dal Quartiere, inizierà ad avere un occhio di riguardo per tutte le manifestazioni e le feste dei quartieri, in questo caso particolare con permessi ed autorizzazioni che renderanno più sicura e fruibile piazza S. Giusto, chiudendola al traffico. Da metà anni duemila fino ad oggi, la programmazione delle serate si basa molto su Dj set e gruppi dal vivo, anche se sporadicamente resistono tradizioni come “il cantagiostra” (gara di canto dove si reinterpretano famose canzoni in chiave giostresca), la “Giostra dei carrelli” (saracino a bordo di un carrello della spesa) , la “cena dei veterani” e non mancano aree dedicate ai più piccoli. Negli ultimi anni le cene propiziatorie, con i tradizionali ravioli come piatto principale, hanno toccato numeri che fino agli anni 90 sembravano impossibili, in piazza S. Giusto sono arrivate a sedersi 1500 persone, a cui si aggiungono i 250 volontari che rendono possibile la buona riuscita della serata; nel dopo cena è ormai consuetudine mettere musica Dj set, con la piazza che arriva ad ospitare fino a 2500 persone.

Si ringrazia Bulletti Stefano, Lasi Fabrizio, Marmorini Jacopo, Sarrini Gianni