Ringraziamo Stefano Cherici detto Bricceca che ha accettato di parlare con noi di CorrerGiostra del suo cavallo storico, Lilly Gray Mac.

Tu hai montato 3 cavalli in giostra, Lilly Gray Mac, Pepito e Sibilla. Parliamo di Lilly, cavallo a dir poco storico che ti ha fatto vincere 6 lance d’oro.

Innanzitutto, come è nato il vostro binomio? Cosa faceva Lilly prima di diventare il tuo cavallo da Giostra?

“Lilly era il cavallo di Gabriele Baldo, ex riserva bianco verde con cui aveva già disputato delle buone prove in piazza nell’ultima metà degli anni 90’. Fu poi venduto dallo stesso Baldo ad un privato che lo utilizzava principalmente in passeggiata. Alcuni dirigenti biancoverdi riuscirono a convincere questo privato a rivendere nuovamente Lilly, e cosi quando iniziai la mia carriera da giostratore lui era già alle scuderie del Quartiere ad aspettarmi”.

Ti ricordi quali sensazioni hai provato la prima volta in assoluto che l’hai montato? C’è stato un aspetto particolare che ti ha colpito subito di lui?

“Fin dal primo momento che l’ho montato ho avuto subito sensazioni positive, di un cavallo molto serio ma anche sanguigno, vero. Lilly è sempre stato un cavallo buonissimo, ma a volte ti metteva alla prova per capire che tipo di cavaliere avesse sopra, non poche volte mi ha buttato in terra come normalmente succede in una routine di allenamenti. Comunque mi ricordo di aver notato subito che tecnicamente aveva un gran lavoro alle spalle”. 

É stato amore a prima vista o avete avuto bisogno di conoscervi meglio prima di affinare il vostro rapporto?

“Entrambe le cose, fin da subito ci siamo piaciuti, per così dire, ma con gli anni abbiamo imparato a conoscerci davvero come le nostre tasche. Quando mi dissero che avrei corso la mia prima Giostra da titolare era novembre inoltrato, io decisi che Lilly era il cavallo giusto per me, ma il tempo di preparare un esordio in Giostra era obiettivamente poco. Fin da subito mi ricordo di essermi messo anima e corpo per riuscire a creare un rapporto che potesse durare nel tempo. Cercai di capirlo ed imparare a comunicarci in maniera molto umile e rispettosa, e credo di essere stato ripagato da lui per questo motivo. Guardandomi indietro sono davvero soddisfatto di quello che riuscimmo a creare in poco tempo”.

Il vostro binomio è durato circa dieci anni, lo hai visto cambiare nel corso del tempo? Chi è cambiato di più fra voi due?

Il fatto che sia durato così tanto sicuramente sottintende che qualcosa di buono abbiamo fatto! Comunque si, io ho notato diverse sfaccettature che sono cambiate in lui, ma credo in fondo di essere cambiato più io, tanto è vero che lui continua a fare lezione io invece ho smesso tutto!”.

Entrando in clima Giostra, da fuori ho sempre avuto l’impressione che Lilly sia in piazza che durante la sfilata fosse sempre tranquillissimo ed imperturbabile, da “sopra” ti dava le stesse sensazioni?

“Beh tutti e tre i cavalli che ho utilizzato in Giostra erano molto tranquilli. Lilly in particolare aveva una capacità incredibile: quando arrivavo dietro le logge e scendevo aspettando che arrivasse il nostro turno lui si spengeva, come se avessi girato la chiave di una moto! Era una cosa davvero unica. Quando poi gli restringevo il sottopancia e risalivo in groppa, rigiravo la chiave e lui si riaccendeva! A lui, fondamentalmente, della piazza non fregava niente. Anche per la sfilata era sempre molto sereno e tranquillo eccezione per una cosa: lui amava sfilare insieme ai balestrieri. In più di un’occasione finivo la sfilata con le braccia stanche dai continui richiami, una volta arrivò addirittura accanto al Maestro d’Armi! Ma lo faceva perché gli piaceva eh, non era ne impaurito e nemmeno nervoso”.

Quali erano le caratteristiche che ne hanno fatto un cavallo da Giostra cosi affidabile? I difetti che non siete mai riusciti a correggere?

“Non vorrei ripetermi ma comunque la freddezza, la serietà e la precisione sono le virtù che hanno fatto di Lilly un esempio per tutti. Il piccolo difetto, di cui mi assumo la responsabilità, era che negli ultimi anni tendeva un po’ ad allargare nei pressi del buratto, facilitato dal fatto che spesso partiva falso di galoppo e quindi per lui veniva ancora più naturale “uscire” dalla traiettoria ideale. Stiamo comunque parlando di minimi particolari perché parlare di difetti su un cavallo come Lilly mi sembrerebbe sacrilego!”.

Hai qualche aneddoto personale da raccontare per far capire il vostro rapporto al di fuori della competizione Giostresca?

“Di aneddoti ne avrei a migliaia, quello che ricordo con maggior piacere però è la nostra quotidianità: le sue espressioni mi facevano morire dal ridere, ricordo che sceglieva sempre il punto più sporco possibile per rotolarsi in terra sapendo che essendo grigio poi sarebbe toccato a me imprecare per pulirlo decentemente! L’ho sempre considerato un bamboccione ma era anche molto furbo quando voleva, a tal proposito racconto questo aneddoto che coinvolge anche Francesco Rossi (Tallurino) e Tommaso Marmorini (Benzina): entrambi hanno iniziato a muovere i primi passi a cavallo su Lilly alle scuderie del Quartiere. Ricordo che dopo il lavoro dentro il rettangolo gli concedevamo di fare qualche carriera sulla lizza al trotto per divertimento. Puntualmente quando Lilly arrivava a metà lizza, dava una brusca sterzata verso destra dove c’erano i box e non si fermava fino a che era non era arrivato ad essi. Quante risate ci abbiamo fatto con entrambi, i quali essendo alle prime armi a livello equestre non riuscivano ancora a farsi rispettare da quel furbetto e non potevano far altro che star sopra di lui e seguirlo mentre tornava a casa!”.

Hai qualunque altra cosa su di lui che ti fa piacere raccontare?

“Ricordo con estremo piacere quando abbiamo dato l’ultimo tributo a lui ed alla Stella (cavalla di Enrico Vedovini) portandoli in chiesa per il Te Deum di ringraziamento una volta che entrambi avevano già finito da un po’ le loro carriere. Non dimenticherò mai l’emozione provata quando lo vidi scendere dal carrello quel giorno, avrei voluto andarci a fare la Giostra da quanto ero carico, altro che il Te Deum!”.

Cosa fa Lilly adesso? Vai mai a trovarlo?

“Lilly adesso si trova al centro equestre “Il Chiodo Fisso” dalle sorelle Taverni. E’ in buone mani e continua a fare lezione con ragazzi e bambini. Sono andato a trovarlo poche volte, non perché mi sia dimenticato di lui, ci mancherebbe, non succederà mai, ma per il mio carattere sono un po’ in difficoltà e rischio di farmi venire un sacco di nostalgia, magone e tristezza a ripensare a quante ne abbiamo passate insieme. Con altri cavalli, anche importanti per me come Pepito, non mi fa questo effetto, ma Lilly Gray Mac in me smuove qualcosa di talmente grande che faccio fatica persino a confrontarmi con il suo passato. Gli sarò grato per sempre”.

Leonardo Maccioni

Le giostre corse da Stefano Cherici in sella a Lilly Gray Mac (Quarter horse grigio)

Ed.DataQuartiereGiostratorePunteggioCavallo
123 N23/06/2012Porta Sant’AndreaCherici Stefano3Lilly Gray Mac
1224/09/2011Porta Sant’AndreaCherici Stefano3Lilly Gray Mac
121 N18/06/2011Porta Sant’AndreaCherici Stefano5Lilly Gray Mac
1205/09/2010Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
119 N19/06/2010Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
1186/09/2009Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
117 N20/06/2009Porta Sant’AndreaCherici Stefano5Lilly Gray Mac
1167/09/2008Porta Sant’AndreaCherici Stefano5Lilly Gray Mac
115 N21/06/2008Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
1142/09/2007Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
113 N23/06/2007Porta Sant’AndreaCherici Stefano3Lilly Gray Mac
1123/09/2006Porta Sant’AndreaCherici Stefano2Lilly Gray Mac
111 N17/06/2006Porta Sant’AndreaCherici Stefano4Lilly Gray Mac
1104/09/2005Porta Sant’AndreaCherici Stefano3Lilly Gray Mac
109 N18/06/2005Porta Sant’AndreaCherici Stefano5Lilly Gray Mac
1085/09/2004Porta Sant’AndreaCherici Stefano3Lilly Gray Mac
107 N19/06/2004Porta Sant’AndreaCherici Stefano5Lilly Gray Mac